La Fiom accusa: «Alla Vm il dialogo è assente
Preoccupazioni del sindacato sul futuro dell’azienda: non c’è confronto Il segretario provinciale: «Manca un intervento delle istituzioni»
CENTO. Nel giorno dell’Investor day di Fca la Fiom-Cgil, non invitata all’assemblea, ha voluto farsi sentire per offrire un punto di vista differente sui piani futuri, quello dei lavoratori della Vm Motori di Cento.
Già da tempo, infatti, il sindacato si fa sentire per chiedere un maggiore coinvolgimenti nei tavoli decisionali riguardo alla direzione futura dell’azienda. Samuele Lodi, segretario generale di Fiom Ferrara, ha parlato così del mancato coinvolgimento degli operai nella progettazione del futuro aziendale: «Marchionne è soddisfatto dei risultati finanziari ottenuti che sono senza dubbio positivi, manca però l’aspetto industriale della faccenda. Esistono dei rischi dei quali si parla poco, purtroppo. Azzerare il debito è un fattore positivo ma non è l’unica cosa che conta. Manca un confronto con i lavoratori e questo non è accettabile, specialmente perché veniamo da periodi in cui gli ammortizzatori sociali sono stati ampiamente utilizzati e questo non può che essere un segnale negativo. I dati delle vendite non sono positivi, e per quanto riguarda i motori diesel non si sentono mai dichiarazioni univoche e precise. Negli ultimi anni le case automobilistiche hanno investito sempre di più sull’elettrico e sull’ibrido. Alla Vm si producono solo ed esclusivamente motori diesel, per cui mi sembra assurdo che non ci sia stato chiesto di partecipare ad un tavolo di confronto sulla base delle vicende contrattuali».
Dichiarazione perfettamente in linea con quelle di Marco Baraldi, delegato Fiom in Vm: «Si respira un forte disagio tra i lavoratori, che essendo all’oscuro delle decisioni future, non possono farsi un’idea di quello che sta accadendo. Vorremmo capire le intenzioni di Fca. La questione del diesel riguarda tutti da vicino. Azienda, lavoratori ed istituzioni. Non conosciamo i piani futuri e questa cosa non è più ammissibile».
Un altro aspetto sul quale la Fiom-Cgil vuole porre l’attenzione è la totale assenza delle istituzioni stesse nel cercare una soluzione a questa problematica: «Come sindacato – ha concluso Lodi - ci prendiamo le nostre responsabilità, confrontandoci coi lavoratori e raccogliendo il loro disagio. Ciò che manca, oltre al dialogo, è l’intervento delle istituzioni. Non c’è collaborazione nemmeno con loro e veniamo da governi che negli ultimi anni non ci hanno affatto considerato. Negli altri paesi, che sono più avanti di noi ciò non avviene. I tavoli tra aziende, sindacati e istituzioni si svolgono ormai da tempo e sarebbe il caso che iniziassero anche qui”.
Samuele Melloni
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