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«Stop al caos e ai litigi in Anatomia Patologica»

«Stop al caos e ai litigi in Anatomia Patologica»

Ferrara, l’azienda Sant’Anna lamenta la disorganizzazione e il clima di tensione interno. Al lavoro una commissione per individuare cause e responsabilità delle disfunzioni

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FERRARA. Chi conosce bene la situazione del reparto dice che l’aria, tra quelle mura, si è fatta irrespirabile da almeno un anno e mezzo. E che l’azienda ospedaliera ha iniziato a seguire con preoccupazione le conseguenze dello scontro tra camici bianchi, fino al punto che il clima e le disfunzioni organizzative dell’Anatomia Patologica hanno assunto un rilievo speciale per il Sant’Anna e sono diventati un problema. Un caso trattato con decisione e fermezza dalla direzione dell’azienda sanitaria, che ha nominato una commissione ad hoc, «un gruppo di verifica» come lo ha definito, «con il mandato di procedere ad una istruttoria interna finalizzata a formulare una valutazione organizzativa delle problematiche e ad individuarne le cause o i fattori determinanti».

Una strigliata che non ha risparmiato al reparto espressioni esplicite sulla situazione dell’unità operativa, messa nero su bianco con un tono che sembra preannunciare esiti e provvedimenti perentori. I primi e significativi screzi si sarebbero registrati tra l’attuale direttore dell’unità operativa, Giovanni Lanza, che è anche professore straordinario di Anatomia Patologica del Dipartimento di Medicina sperimentale e diagnostica di Unife, e uno dei medici del servizio, Enzo Bianchini, numero due del reparto.

La contesa sarebbe sorta sul ruolo di un “camice” che aveva ricoperto un importante incarico nell’Anatomia Patologica del Sant’Anna: dopo la quiescenza il medico, un docente universitario, aveva continuato a frequentare il reparto e la questione, sollevata dallo stesso Bianchini secondo quanto risulta alla “Nuova”, avrebbe innescato un aspro contrasto tra i due. I rapporti non si sono più ristabiliti, la frattura ha continuato a creare frizioni che hanno coinvolto anche altri specialisti in servizio, “a rischio” di demansionamento.

Non risulta che le scottanti questioni all’esame dell’azienda ospedaliera riguardino la qualità del servizio offerto dal reparto, quanto invece aspetti inerenti l’organizzazione interna: «Squilibrio tra risorse professionali disponibili e volume di attività necessario», precisa l’ospedale nel documento di nomina, «inappropriata soluzione a tale squilibrio attraverso il ricorso alla simil-alpi (straordinari pagati, ndr), «clima conflittuale e di forte tensione all’interno dell’unità operativa», «difficoltà del direttore ad affrontare efficacemente le problematiche organizzative». Il Sant’Anna aggiunge anche di aver provveduto ad assumere «personale a tempo determinato interrompendo il ricorso ad attività extra orario di servizio». A far parte della commissione di verifica è stato chiamato anche un membro esterno proveniente dall’Ospedale Maggiore di Bologna (Asl felsinea).

Gioele Caccia
 

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