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Gasolio nel Po di Volano barriera e stop alle barche

Gasolio nel Po di Volano barriera e stop alle barche

Inquinamento definito rilevante da Arpae ma nessuna moria di pesci Una testimone: odore fortissimo nel Burana. Caccia ai colpevoli, c’è un indizio

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Lo sversamento di gasolio nel Burana-Volano è stato ormai arginato grazie alla barriera costruita a valle, dalla parti di Sabbioncello-Denore, ma restano interrogativi che difficilmente troveranno una risposta sull’origine di un inquinamento tra i più importanti degli ultimi tempi sull’asse idrico cittadino, e anche sulla tempestività degli interventi di tamponamento. La prima segnalazione è stata inviata verso le 18 dalla zona del ponte di via Modena, e la ricerca della fonte d’inquinamento è scattata verso le 20, interrompendosi poco dopo per l’oscurità.

La comunicazione ufficiale di quanto avvenuto, da parte della Protezione civile comunale, riferisce di «uno sversamento di gasolio nel corso idrico del Po di Volano, nella notte tra venerdì 1 e sabato 2 giugno», ma c’è appunto chi colloca quanto successo in maniera differente, in termini spaziali e temporali. «La prima segnalazione l’ha fatta un gruppo di cittadini, tra i quali la sottoscritta, verso le 18, alla Polizia municipale, dal ponte del Burana a Mizzana, sulla via Modena - testimonia Edda Carafolli, attivista ambientalista che risiede in zona - Si sentiva un odore fortissimo di gasolio e l’acqua era diventata “arcobaleno”. Quando sono arrivati i Vigili urbani tutti quelli che passavano in bicicletta sulla ciclabile chiedevano cos’era successo».

La segnalazione al reperibile dell’Arpae è giunta più tardi e gli addetti dell’agenzia ambientale sono arrivati sul posto verso le 20. Il gasolio si era già diluito nell’asta del Burana raggiungendo il Po di Volano, ed a quel punto gli addetti Arpae hanno deciso, in accordo con la Protezione civile e i Vigili del fuoco, di fermare il gasolio più a valle. È stato scelto un punto del Volano in zona Sabbioncello San Vittore e lì sono stati posizionati i pani assorbenti, che sono in grado di eliminare dal pelo dell’acqua il velo galleggiante d’idrocarburi, con il conseguente stop alla navigazione. I pani sono stati forniti dalla Protezione civile, e saranno smaltiti direttamente da Hera. Non si sono registrate morìe di pesci o segnali di sofferenza ambientale.

Gli operatori Arpae sono tornati sul canale ieri mattina, risalendolo per un lungo tratto, ma non hanno trovato tracce ulteriori di gasolio né del punto dello sversamento, tanto che c’è chi ha ipotizzato un’origine al di fuori della provincia. La corrente in quel punto è abbastanza rapida e quindi anche una quantità del genere di gasolio, definita da Arpae «rilevante, non derivata da un semplice sversamento da mezzo di trasporto», può aver fatto strada in poco tempo. Un particolare registrato da Carafolli può aiutare: il gasolio è stato preceduto da grossi pezzi di legno lavorato, come residui di pali.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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