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Una prima in meno alle elementari Il Pd: «È gravissimo»

Una prima in meno alle elementari Il Pd: «È gravissimo»

BONDENO. Una prima in meno alla scuola elementare di Bondeno. Questa la decisione dell’Ufficio scolastico provinciale che ha deciso di non far partire una classe del cosiddetto tempo normale o...

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BONDENO. Una prima in meno alla scuola elementare di Bondeno. Questa la decisione dell’Ufficio scolastico provinciale che ha deciso di non far partire una classe del cosiddetto tempo normale o “modulo”.

È una decisione che preoccupa le famiglie dei bambini visto che gli iscritti al primo anno con il “modulo” sono 32, troppi per una sola classe. Sulla vicenda interviene il segretario del Partito democratico di Bondeno, Tommaso Corradi, ricordando come «secondo la legge, le classi non devono superare il numero di 27 studenti, ma questo numero va preso con molto beneficio d’inventario: il compito della scuola non è quello di un’azienda che deve massimizzare i profitti, ma di educare i nostri figli. Dovrebbe essere l’Ufficio scolastico provinciale a ricordarlo a noi, e non viceversa». Una sola classe così numerosa renderebbe «quasi impossibile il lavoro degli insegnanti, minaccerebbe il percorso di apprendimento e metterebbe in grave pericolo le possibilità di riuscita futura degli studenti: questo è gravissimo, e non lo permetteremo».

Corradi ricorda poi come, negli anni passati, l’Ufficio scolastico abbia «autorizzato nelle scuole di frazione classi molto più ridotte, o addirittura pluriclassi, la cui efficacia didattica è molto discutibile; nel nostro caso non sono state fatte certo con spirito di collaborazione educativa tra piccoli e meno piccoli, ma con l’occhio al portafoglio. La politica dell’amministrazione di Bondeno è sempre stata quella di tenere aperte a tutti i costi più scuole possibili sul territorio. Adesso ne sono rimaste due: Bondeno e Scortichino. La prima ha classi che rischiano di straripare, l’altra fa fatica a raggiungere il numero legale. Continuando a gestire in modo così irrazionale le risorse, l’amministrazione e l’Ufficio scolastico provinciale mettono a rischio le possibilità di riuscita sociale dei nostri bimbi, insomma le possibilità di realizzazione personale e di successo dei futuri cittadini di Bondeno».



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