I nodi: diplomati magistrali, abbandono e tempo pieno
Il sovraffollamento delle classi, le segreterie soffocate da un crescente “stalking” burocratico, i diplomati magistrali a rischio licenziamento o di esclusione dalle graduatorie a esaurimento, altre...
Il sovraffollamento delle classi, le segreterie soffocate da un crescente “stalking” burocratico, i diplomati magistrali a rischio licenziamento o di esclusione dalle graduatorie a esaurimento, altre centinaia di docenti in attesa di stabilizzazione, l’alternanza scuola-lavoro da rivedere.
Ma anche: il contratto finalmente rinnovato dopo nove anni, l’elezione molto partecipata per il rinnovo delle Rsu, gli organici già confermati per infanzia, elementari e medie, e le vittorie ai capitoli bonus scuola e dimensionamento (scongiurato) dell’istituto tecnico di Cento-Terre del Reno.
È una scuola in chiaroscuro quella delineata con l’anno appena concluso e proiettata nell’anno che verrà. In questi giorni, spiega Hania Cattani della Cgil Scuola, è in corso il confronto con l’Ufficio Scolastico Provinciale per gli organici di docenti e Ata. All’appello mancano ancora le superiori, ma i risultati al momento possono dirsi positivi: «Con questi numeri, al lordo delle superiori, le piante organiche così confermate garantiscono il servizio di sostegno, ma resta l’assoluta necessità di stabilizzare centinaia di insegnanti che sono ancora precari e che hanno già maturato i 36 mesi di servizio su posti liberi e vacanti. La stessa mancata stabilizzazione già costata all’Italia, nel 2014, la condanna della Corte di Giustizia Europea».
Resta, apertissimo, il problema dei diplomati magistrali: una cinquantina nel Ferrarese quelli già assunti e a rischio, a cui aggiungere quelli inseriti nelle Gae: «Un problema che sta diventando un dramma, e che sarà una delle prime questioni da affrontare con il nuovo ministro».
Altri punti deboli - e in buona parte conseguenti - della scuola ferrarese riguardano il sovraffollamento delle classi («fino a 31 studenti per aula»), e l’abbandono scolastico che in tutta la provincia raggiunge il 20%, con picchi del 30% nel Basso Ferrarese. Una contromisura, secondo Cattani, dovrà essere la generalizzazione e la gratuità della scuola d’infanzia.
Ma ci sono anche aspetti della “Buona Scuola” che vanno riformati. A cominciare dall’Alternanza scuola-lavoro «che deve essere un vero percorso di formazione, e non di avviamento professionale». Su questo fronte le scuole devono rivendicare la loro autonomia, là dove sono invece imposte 200 ore obbligatorie per i licei e 400 per gli istituti tecnici professionali: «Troppe ore e troppo pochi i soggetti coinvolti. Alla scuola e all’azienda si devono afiancare istituzioni, organizzazioni sindacali e datoriali e associazioni studentesche».
Un’importante correzione della legge 107, sottolinea la Cgil, è stata invece ottenuta per il bonus “premiale” per docenti meritevoli, prima di unica prerogativa del preside e foriero «di competizioni dannose». Ora la maggior parte del bonus viene direttamente distribuito nelle buste paga di tutti i docenti, precari e di ruolo, e il resto viene gestito da un tavolo di contrattazione.
Molto positiva, nel bilancio dell’ultimo anno, lo stop al dimensionamento dell’istituto tecnico di Cento che, se attuato, avrebbe determinato la perdita di 30 posti docente e altrettanti Ata. Da risolvere, infine, i nodi delle segreterie didattiche -oberate da una mole di lavoro sproporzionata rispetto agli organici - e del tempo pieno, con un’impennata di richieste da parte delle famiglie che le risorse e gli organici non sono in grado di soddisfare. (a.m.)
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