«Perché quei 120 pini abbattuti?»
I tagli a Scacchi: le domande di 9 gruppi ambientalisti a Comune, Parco e Regione
LIDO SCACCHI . Nove associazioni ambientaliste interpellano le istituzioni del territorio (Comune, Provincia, Parco del Delta, Regione, Soprintendenza e sede Mab Unesco di Porto Viro), per esprimere le loro perplessità sull'abbattimento di 120 pini, in viale Patrignani, a Lido Scacchi. Il documento scaturisce da un incontro tenuto a Ferrara durante il quale sono state sollevate problematiche di carattere ambientale nel Parco del Delta del Po.
Pur trattandosi di operazione «effettuata e giustificata da motivi di sicurezza, ossia per evitare il disturbo al manto stradale arrecato dallo sviluppo delle radici - riscontrano le associazioni - nonché la caduta di fronde degli alberi stessi in occasione di forti venti», vengono posti alcuni interrogativi, circa la sussistenza di tutti i titoli autorizzativi.
Nel documento congiunto le associazioni chiedono, in primis, se il Parco del Delta abbia rilasciato autorizzazione preventiva all'abbattimento, in quanto la normativa stessa del Parco vieta anche gli sfalci durante i periodi di nidificazione. Tra gli interrogativi sollevati, anche le reali condizioni di sofferenza degli alberi abbattuti e se il progetto sia stato corredato da specifico piano di ripristino delle alberature di viale Patrignani. Per le associazioni è indispensabile specificare se nuove piantumazioni sono previste nello stesso viale o altrove, ma è pure doveroso indicare quante piante e di quale specie arborea andranno a sostituire i pini. Gli ambientalisti ricordano che il regolamento del verde del Comune prevede la piantumazione di tre nuove alberature per compensare ogni albero abbattuto. Altri aspetti normativi stanno a cuore alle nove associazioni, prima fra le quali il Piano di stazione del centro storico di Comacchio, che «prevede la ricostruzione del Bosco Eliceo - scrivono gli ambientalisti - come grande corridoio ecologico fra Porto Garibaldi e Volano», ma citano anche il Codice dei beni culturali «al fine di assicurare la conservazione, il recupero e la valorizzazione degli aspetti e caratteri del paesaggio». Per gli ambientalisti il riconoscimento a riserva della Biosfera Mab Unesco, «comporta un impegno costante a conservarlo e a non diminuirne la biodiversità, bensì ad aumentarla».
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