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«Eri il bassista migliore... Dopo Paul McCartney»

«Eri il bassista migliore... Dopo Paul McCartney»

Gli amici ricordano con affetto il giovane musicista di Sant’Agostino Lacrime e commozione ai funerali svolti a Ferrara: sapevi scherzare su tutto

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SANT’AGOSTINO. Una folla commossa ha accompagnato la salma di Simone Andreani ieri pomeriggio in Certosa a Ferrara, nel Tempio della cremazione. Decine di amici e parenti che avevano accompagnato Simone durante la sua vita hanno riempito il luogo e i giardini adiacenti in un mare di affetto e ricordi. Un’esistenza accompagnata dalle amicizie, dai sorrisi e dalla musica, come ricordato in questi giorni da tante persone sui social. «Non eri solo uno dei bassisti mancini più bravi al mondo dopo Paul McCartney - ha detto nella commozione uno degli amici presenti ieri alla cerimonia - , hai scritto anche pezzi stupendi e ci hai messo le parole giuste... Avevi un altro dono, la leggerezza, potevi scherzare con intelligenza su qualunque cosa, anche sulla tua malattia».

Simone Andreani se ne è andato a 39 anni dopo aver lottato per anni contro una malattia che, alla fine, non gli ha lasciato scampo. Durante il funerale con rito laico in Certosa è avvenuto l’abbraccio più struggente, quello tra le persone a lui più vicine ed i suoi famigliari, devastati dal dolore ma consapevoli di dover essere forti, proprio come lo è stato Simone, lottando con tutte le sue forze contro la leucemia scoperta nel 2013. Malattia a cui, nonostante le tante cure tentate, si è dovuto arrendere la settimana scorsa. «Resterai per sempre nei nostri cuori», è la frase in comune che ha concluso i discorsi tenuti dagli amici che hanno deciso di esprimere in pubblico il proprio dolore. Una vera e propria certezza, vedendo l’amore e l’amicizia che i presenti hanno dimostrato al loro caro per l’ultimo saluto. Non poteva di certo mancare la musica, la sua più grande passione, meraviglioso strumento di aggregazione che, mai come in questi casi, è in grado di esprimere ciò che difficilmente a parole può essere spiegato. Tra le decine di persone presenti alla cerimonia, tanti musicisti con cui negli anni aveva condiviso il palco, e tanti altri momenti significativi che solo chi calca un palco assieme ad una band può comprendere. Alcuni membri degli Strike, gruppo nel quale Simone militava da poco prima del terremoto e che hanno vissuto il suo momento più difficile, hanno eseguito un brano in acustico scritto dallo stesso Simone. «Si è unito a noi nel periodo più buio per la band - aveva raccontato Antonio Dondi, fondatore del gruppo ska - ed era riuscito a riportare luce ed energia».

La musica, spinta dalla carica emotiva del momento, ha chiuso la cerimonia prima di permettere a tutti i presenti di salutare il feretro di Simone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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