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Legge sul fine vita: 37 nuovi biotestamenti

di Alessandra Mura
Legge sul fine vita: 37 nuovi biotestamenti

Le iscrizioni dopo il varo della normativa si aggiungono alle 90 del registro Urp. Tra i firmatari prevalgono gli over cinquanta e sono più numerose le donne

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FERRARA. La legge 219 sul Testamento biologico, approvata dal Parlamento a dicembre ed entrata in vigore il 31 gennaio, ha contribuito a imprimere una nuova sensibilità e attenzione della cittadinanza sul tema. Se nell’arco di sei anni, dal 2011 al 2017, erano state 90 le dichiarazioni depositate all’Urp del Comune di Ferrara (a seguito della delibera municipale che precorreva la futura normativa), dopo l’approvazione della legge in pochi mesi sono pervenuti 37 ulteriori “testamenti” all’Ufficio di Stato Civile di via Fausto Beretta 19, e altri cinque sono attesi la prossima settimana.

Le buste chiuse contenenti le volontà in materia di trattamento sanitario (in cui il titolare indica il proprio rifiuto o consenso a ricevere determinate terapie o accertamenti diagnostici nel caso non fosse più nelle condizioni di decidere in autonomia) sono prese in consegna dal funzionario Gian Luca Carpanelli che le inserisce nel Registro Comunale delle Dat (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento) attivato a partire da febbraio.

«Abbiamo ereditato dall’Urp le precedenti 90 dichiarazioni - precisa Carpanelli - e in tre casi i titolari hanno chiesto di apportare modifiche o di aggiornare le dichiarazioni sulla base delle indicazioni, più specifiche, introdotte con la legge 219». In ogni caso, sottolinea Carpanelli, «l’invito, da parte nostra, è sempre quello di consultare il medico per ricevere tutte le necessarie informazioni, perché il nostro ruolo è solo quello di “postini”». Sul sito del Comune di Ferrara c’è un’apposita sezione dedicata alle Dat, con il modulo di richiesta di iscrizione al Registro che va accompagnato da una dichiarazione in cui vengono esplicitate le proprie volontà. «Noi vorremmo che gli interessati arrivassero qui già con la busta chiusa, con decisioni già assunte, perché non vogliamo entrare nella sfera privata delle persone. In caso contrario, li lasciamo soli, o in compagnia del loro fiduciario, finché non hanno concluso il biotestamento». Il fiduciario è la persona incaricata di aprire la busta quando questo si rende necessario.

È molto importante, prosegue Carpanelli, comunicare sempre un eventuale cambio di residenza in un altro Comune, per evitare che la Dat venga “dimenticata”. Per registrare il proprio biotestamento si deve telefonare al numero 0532 419706 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e nell’arco di una settimana si ottiene l’appuntamento. A farlo, fino a questo momento, sono state per lo più persone di età superiore ai 50 anni, con prevalenza di adulti sulla terza età. Le più numerose sono le donne, con proporzione 65-35%.

«Chi consegna la busta è spinto soprattutto da una “scaramanzia al contrario” - prosegue Carpanelli - Ovvero: ora che sono in salute e nel pieno delle mie facoltà fisiche e mentali voglio decidere a mente fredda sui trattamenti nel fine vita. La motivazione più forte è la volontà di non soffrire. Va da sé che il testamento si può modificare in qualsiasi momento, se, ad esempio, una malattia oggi incurabile non dovesse esserlo più grazie a progressi della medicina». Fino a questo momento, conclude il funzionario, nessun testamento è ancora stato attuato: le buste chiuse consegnate sono ancora tutte intatte, e il Registro è destinato ad allungarsi.
 

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