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dopo la tragedia

Omicidio Pontelangorino. «La pena è troppo severa»

di Annarita Bova
Omicidio Pontelangorino. «La pena è troppo severa»

Depositato il ricorso in Appello contro la sentenza di primo di grado. I legali dei ragazzi: puntiamo alla messa in prova e a far togliere le aggravanti

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PONTELANGORINO. Gli avvocati difensori di Manuel Sartori e Riccardo Vincelli hanno depositato a Bologna l’Appello contro la sentenza di primo grado con la quale sono stati condannati a diciotto anni di reclusione i due ragazzi colpevoli dell’omicidio dei coniugi Vincelli la notte del 10 gennaio 2017.

«Non ho avuto dubbi fin da quando il giudice ha letto il dispositivo in aula – dice l’avvocato Lorenzo Alberti Marangoni, legale di Manule Sartori – Quello che hanno fatto i due ragazzi è senza alcun dubbio un fatto gravissimo ed hanno agito insieme. Ma questo non significa che debbano essere considerati un’unica persona. Hanno avuto storie diverse, ruoli differenti ed anche comportamenti che vanno analizzati in maniera distinta». E aggiunge, «Manuel fin dal primo momento ha collaborato, ha seguito e sta seguendo con molta serietà e diligenza un percorso in carcere importante. Ha realizzato quello che ha fatto e i suo pentimento è sincero e puntiamo sulla messa alla prova». L’istituto prevede che il minorenne venga messo alla prova sulla base di un progetto educativo predisposto dai servizi sociali minorili, che può avere i contenuti più disparati; si può trattare di prescrizioni di fare o di non fare, principalmente che riguardano lo studio o il lavoro, ma anche lo sport, le attività sociali o di volontariato. Inoltre è previsto anche che il giudice possa impartire prescrizioni dirette a riparare le conseguenze del reato. «Credo sinceramente che Manuel possa essere recuperato. Ci vuole del tempo, certo, ma nel suo caso il giudice ha sposato in toto la tesi dell’accusa quando invece ci sono margini importanti su cui si può e si deve lavorare».

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E ieri mattina anche l’avvocato difensore di Riccardo Vincelli Sandro De Marco ha presentato il ricorso. «Puntiamo alla riduzione di pena – conferma convinto l’avvocato – e di conseguenza sul mancato riconoscimento delle aggravanti. In particolar modo siamo convinti non ci sia premeditazione d abbiamo tutti i motivi per poterlo sostenere. Non solo, anche sui futili motivi è il caso di ragionare così come sul rapporto familiare, su quello di convivenza e così via. Diciotto anni, per quanto l’omicidio commesso sia terribile, sono troppo per due ragazzi della loro età, troppi. E attenzione, questo non significa che non debbano pagare, ma a nostro parere lo devono fare in maniera alternativa al carcere, soprattutto quando non avranno più l’ambiente protetto di quello minorile». Al momento del delitto Sartori e Vincelli erano minorenni, da maggio hanno compiuto entrambi i diciotto anni. Con la riforma possono stare in carcere minorile fino a 25 anni. Le motivazioni della sentenza non sono state rese note nella loro integralità perché comunque molto forti e la tutela dei minori in casi come questi deve restare massima. La data dell’Appello dovrebbe essere fissata per la fine del mese di luglio.
 

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