Rimosse dai canali reti da pesca vietate
PORTO GARIBALDI. Continua l’attività della polizia provinciale e dei volontari Gev contro la pesca di frodo. Così durante un’attività di controllo, sono stati scoperti e rimossi 23 cogolli - le reti...
PORTO GARIBALDI. Continua l’attività della polizia provinciale e dei volontari Gev contro la pesca di frodo. Così durante un’attività di controllo, sono stati scoperti e rimossi 23 cogolli - le reti da pesca con particolari accorgimenti per evitare la fuga del pesce - vietati dalla legge. L’intervento, che ha permesso di liberare in acqua una decina di chili di anguille e centinaia tra granchi e gamberi che erano intrappolati nelle reti vietate, è il risultato dell’attività degli agenti della polizia provinciale durante un controllo nei canali adduttori nelle valli di Comacchio. Controlli che gli agenti hanno svolto con l’aiuto dei volontari del raggruppamento Guardie giurate ecologiche volontarie (Gev) di Ferrara.
L’operazione è stata condotta con due imbarcazioni che hann o risalito il canale navigabile, dal ponte sulla statale Romea a Porto Garibaldi fino a Comacchio e i cogolli sono stati rimossi perché immersi nell’acqua senza alcun contrassegno e tra l’altro con maglie di misure inferiori a quelle consentite. Ora chiunque si presentasse alla polizia provinciale come proprietario delle reti, dovrà innanzitutto pagare la sanzione prevista per il loro uso illegale.
Intanto, al termine dell’operazione, il comandante della polizia provinciale, Claudio Castagnoli ringrazia «i colleghi e le guardie ecologiche volontarie per il lavoro di costante controllo che svolgono a tutela del nostro patrimonio ittico e ambientale e per favorire la risalita del pesce novello».
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