Disco verde per il restauro dei palazzi di via Savonarola
La conferenza dei servizi approva il progetto definitivo dell’Università È il più grande investimento per interventi nel cratere: 44 milioni di euro
La conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto definitivo per la complessa ristrutturazione dei palazzi universitari di via Savonarola.
È in assoluto l’intervento di risanamento post terremoto più complesso e costoso dell’intero cratere del sisma 2012. La ricostruzione del rettorato e del polo universitario di via Savonarola, con i suoi 44 milioni di euro, rappresenta un lavoro che richiederà ancora molto tempo e pazienza, ma dopo questo disco verde si intravede almeno una data ipotizzabile per l’inizio dei lavori, dopo che a un certo punto si era persa la speranza a sei anni dal sisma, di procedere nei progetti di ristrutturazione con il rischio anche di perde i finanziamenti.
«È sicuramente la notizia che attendavamo da tanto tempo - spiega l’ingegner Giuseppe Galvan - dirigente dell’area economica, tecnica e manutentiva dell’Università di Ferrara. Il progetto preliminare era stato presentato in regione a giugno 2015 e ci è stato restituito con la richiesta di integrazioni che abbiamo presentato a settembre. Poi ci sono stati ostacoli per la presentazione del progetto definitivo, in quanto l’Università a differenza degli enti pubblici come Comune e Provincia, è considerato una istituzione parastatale ed in pratica è come se fossimo un soggetto privato, per cui la procedura è stato molto più lunga ed onerosa».
Dopo tre anni di impedimenti questo sblocco del progetto consentirà, secondo le previsioni di tecniche di arrivare ad ottobre alla probabile approvazione del progetto esecutivo ad ottobre e con l’inizio del 2019 si può andare a gare in modo che entro l’anno si posa iniziare il cantiere.
Il progetto è composto da due lotti. Il primo prevede il restauro di Palazzo Renata di Francia (che ospita il rettorato), Palazzo Strozzi (l’ex ospedale Ortolani acquistato dall’Università dalla Provincia) e Palazzo Tassoni Mirogli (dipartimento di Lettere). Si tratta di un unico lotto perché i tre palazzo sono collegati tra loro e si richiede un intervento di restauro complessivo. Cifra complessiva per sistemare l’intero primo lotto è di 37 milioni.
Il secondo lotto, che è in atetsa di un via libera a breve sempre dalla conferenza dei servizi, prevede il restauro di palazzo Gulinelli (sempre in via Savonarola dall’altro lato della strada), che diventerà la biblioteca di Lettere, con altre aule scolastiche per un importo di 7 milioni.
«Sarà un lavoro complesso - prosegue Galvan - perché le scosse di terremoto hanno fatto molti danni, soprattutto al primo piano del rettorato con crepe evidenti che dovranno essere riprese. Essendo i tre palazzi collegati si procederà ad un intervento globale in modo da renderli agibili».
Dopo la messa in sicurezza con gli interventi immediati del 2012 ora ci sono molte sale che presentano ancora rilevante ferite ai muri e nei soffitti lasciate da quelle lunghe e devastanti scosse di sei anni fa.
Il rpogetto che per troppo tempo è rimasto imprigionato nelle pastoie burocratico facendo perdere tempo prezioso al progetto di rinascita delle polo universitario di via Savonarola, ha imboccato la svolta definitiva.
Infatti mentre Comune e Provincia hanno già avviato molti progetti e alcuni dei quali sono stati conclusi in maniera definitiva, l’Università di Ferrara in questo settore sembrava particolarmente ferma con quello che è il più grande progetto di recupero post terremoto dell’intero cratere del sisma emiliano.
L’auspicio è quello di accelerare ulteriormente l’iter per arrivare in tempi brevi all’appalto e successivamente la cantiere in modo da poter riconsegnare alla città un polo universitario di valore, più bello e strutturalmente banche più resistente.
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