Fibromialgia, la malattia invisibile
Se ne è parlato durante l’incontro del Pd con i medici di base
ARGENTA . Di fibrosi cistica si è parlato nei giorni scorsi in un incontro promosso dal Partito democratica di Argenta. Presente il sindaco Antonio Fiorentini e l’assessore Samuela Pamini, il segretario del Pd argentano Leonardo Fiorentini ha ricordato al pubblico presente – medici di base compresi –, che la fibromialgia, «è una malattia invisibile, difficilmente diagnosticabile e circoscrivibile, ma anche non riconosciuta, così non sono riconosciuti dalla legge i malati che ne soffrono. Siamo qui con il duplice obiettivo di sensibilizzare la popolazione sul tema e per capire che cosa può fare un Comune per contribuire a migliorare le condizioni di vita di chi ci convive». All’iniziativa organizzata da Sabrina Filippi, doveva esserci la senatrice Paola Boldrini (Pd) ma le complesse ore di formazione del nuovo governo l’hanno trattenuta a Roma. Per l’occasione, la senatrice ha fatto arrivare la propria voce con la presentazione del progetto di legge e delle risoluzioni di cui figura promotrice. Di un quadro generale molto dettagliato sia sul versante eziologico che sul percorso normativo, ha dato conto Barbara Suzzi, presidente del Comitato Fibromialgici Uniti, la quale ha anche illustrato «come la presenza di un appoggio politico sia fondamentale per far uscire dall’invisibilità questa patologia e dunque le persone che ne soffrono, per lo più donne (90%) e comunque coinvolgente, si stima, il 2% della popolazione». Di cosa possano fare le istituzioni ha parlato Paolo Calvano, consigliere regionale del Pd che in Regione sta conducendo un percorso che approdi al riconoscimento nazionale della malattia.
«Può apparire che un Comune possa fare ben poco – ha proseguito l’assessore Pamini – tuttavia, noi attueremo e sosterremo le azioni della Regione Emilia-Romagna e fin da ora diamo attenzione a piccole ma determinanti situazioni, come i parcheggi per disabili, utili alle lavoratrici malate; ugualmente, una dimensione territoriale più circoscritta può esser più efficace dei gruppi d’ascolto, cosa che avviene per altre patologie e che si può facilmente estendere anche alla fibromialgia». (g. c.)
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