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Le regate e i tredici isolotti raccontate da Bocchi

COMACCHIO. Gianluigi Bocchi ha riversato in un libro l’amore viscerale per la sua città, sorta e cresciuta su 13 isolotti, circondati dal Po, dal mare e da sconfinati specchi d’acqua valliva.“La...

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COMACCHIO. Gianluigi Bocchi ha riversato in un libro l’amore viscerale per la sua città, sorta e cresciuta su 13 isolotti, circondati dal Po, dal mare e da sconfinati specchi d’acqua valliva.

“La storia delle regate di Comacchio”, disponibile da ieri nelle librerie, è la settima fatica letteraria del 63enne comacchiese, appassionato delle valli di Comacchio, guida turistica, nonché assistente ai bagnanti all’interno di un villaggio turistico del litorale. «Ho compiuto una ricerca di documentazione storica – spiega Gianluigi Bocchi – risalendo sino alle regate che si sono disputate a Comacchio ai tempi della devoluzione allo stato pontificio del 1598. Sono inoltre entrato in possesso dei risultati di tutte le regate dal 1968 ad oggi».

Lo stesso autore è uno dei vogatori che dal 1975 ha partecipato alle storiche manifestazioni remiere, organizzate dall’Anmi di Comacchio, lungo l’argine Fattibello, in occasione della festa del patrono San Cassiano, che ricorre il 13 agosto di ogni anno. Un posto d’onore nel libro è riservato alla gloriosa storia della canoa lagunare, perché «con il gruppo dei canoisti si è sempre condiviso il capannone dove ci sono le imbarcazioni, ma anche allenamenti e staffette».

«Ho voluto dedicare un omaggio ad un campione di canoa, Giacomo Cinti e ai fratelli Paolo e Daniele Buzzi, esperti di canoa estrema che, hanno solcato fiumi impetuosi in tutto il mondo». Per la stesura del suo libro Bocchi si è avvalso dell’autorevole documentazione dello storico Aniello Zamboni. «Ho pensato di scrivere questo libro – conclude Bocchi –, perché altrimenti si rischiava di perdere un patrimonio storico, quello creato dai barcaioli comacchiesi, i più forti al mondo». (k.r.)

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