Sicurezza e negozi, voto trasversale
Misure aggiuntive dopo la chiusura del questore: M5S chiede più rigore
Prima chiusi dal questore per motivi di ordine pubblico, poi puniti dal Comune con un’ulteriore stretta sugli orari di apertura. Il giro di vite nei confronti dei negozi che costituiscono un problema di ordine pubblico è già contenuto nel nuovo regolamento di Polizia municipale, ma la richiesta di un ulteriore elemento di severità e rigore proposto da una mozione presentata dal Pentastellato Lorenzo Marcucci ha innescato un acceso dibattito che alla fine ha sparigliato gli equilibri politici, con la mozione (emendata) del M5S approvata (25 voti favorevoli) da M5S, Gol, FdI/An, Lega, FI, Pd. Contrari Ferrara Concreta, Sinistra Italiana, il Gruppo Misto e il consigliere Turri del Pd.
La mozione di Marcucci, risalente peraltro al dicembre scorso, chiedeva, in sostanza, che la punizione accessoria del Comune scattasse in automatico in concomitanza di due fattori: un provvedimento di chiusura del questore secondo l’articolo 100 del Testo Unico sulla Sicurezza e l’esistenza di almeno una petizione o segnalazione riguardante lo stesso esercizio da parte dei cittadini. Condizione, quest’ultima, che ha trovato la ferma opposizione del consigliere-avvocato Alberto Bova («troppo sbilanciata da una parte sola») e che alla fine è stata bocciata. Ma la discussione, in realtà, riguardava altro (anche perché, a ben leggere il testo della mozione, la presenza della petizione era condizione necessaria ma non sufficiente a far scattare la punizione aggiuntiva). Riguardava infatti la richiesta di mettere nero su bianco all’interno del nuovo regolamento di polizia municipale un automatismo che, nei fatti, esiste già come ha spiegato l’assessore Roberto Serra. Già oggi, ha detto, in caso di sospensione della licenza disposta dal questore scatta la chiusura accessoria dell’esercizio fino a sei mesi. La mozione Cinquestelle, ricordando casi in cui, in passato, questo non era avvenuto, chiedeva dunque che questa pratica fosse codificata per iscritto. Così, emendata nella parte relativa alla petizione, la mozione è passata con un voto trasversale che la dice lunga sull’alzata di scudi al capitolo sicurezza, soprattutto nella zona Gad, e sulla volontà di non far passare nessun messaggio di indulgenza.
Unico voto contrario all’interno del Pd, quello del consigliere Turri, determinato da motivi di forma, ovvero apportare un cambiamento a un regolamento comunale attraverso una mozione. Che, peraltro, dovrà comunque passare al vaglio della Commissione. (a.m.)
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