È povero l’8,4% delle famiglie «La chiave è l’occupazione»
A Ferrara l’indice di povertà è passato dal 5,1% del 2006 all’8,4% del 2015, con un picco del 9,3% nel 2009. Dati messi in evidenza dai “Rapporti sulla povertà” presentati ieri all’Asp da Tiziano...
A Ferrara l’indice di povertà è passato dal 5,1% del 2006 all’8,4% del 2015, con un picco del 9,3% nel 2009. Dati messi in evidenza dai “Rapporti sulla povertà” presentati ieri all’Asp da Tiziano Vecchiato direttore della Fondazione Zancan di Padova.
Un documento che contiene riflessioni su come contenere la povertà e conoscere i mezzi con cui affrontarla. «In Italia – ha anticipato nella sua veste di moderatore Roberto Cassoli - ci sono più di 5 milioni di persone in povertà pari a circa 1 milione e 800 mila famiglie. Il fenomeno non si può affrontare e risolvere con solo sostegni finanziari e assistenziali perché non sono le risorse materiali a migliorare la povertà ma l’uomo le sue capacità».
Riflettere sulla povertà è dunque fondamentale. L’assessore ai Servizi sociali Chiara Sapigni ha ricordato che il tema è affrontato dalla Regione dove si registra un modesto miglioramento, più lento però nella nostra Provincia.
«Nel Piano triennale del nostro Distretto – ha proseguito l’assessore – un capitolo è sulla povertà e su come fare il percorso di riattivazione, non di natura assistenziale». E sulla situazione Ferrarese, e la crescita (pur con andamento altalenante) del tasso di povertà nell’ultimo decennio l’assessore Sapigni ha concluso: «Molte di queste famiglie non erano conosciute dai Servizi Sociali, segno che c’era stato un evento negativo improvviso come la perdita di lavoro ed è proprio sul lavoro ritrovato che dobbiamo puntare».
Margherita Goberti
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