«Il lavoro è sotto attacco A Ferrara il prezzo è alto»
Mobilitazione della Fiom. Le emergenze Vinyloop, Vm, Berco e Petrolchimico Il segretario Lodi: il governo non ci ha ascoltato e il 4 marzo è stato punito
«Il governo non ci ha voluto ascoltare, e il 4 marzo è stato punito». Parla dal palco di piazza Municipale il segretario della Fiom di Ferrara Samuele Lodi, nella giornata di sciopero e mobilitazione indetta dai metalmeccanici della Cgil. Un’iniziativa «per ripartire ed essere protagonisti di una stagione di riconquiste».
Nel mirino: Jobs Act, riforma Fornero, Buona Scuola, cancellazione dell’articolo 18. Per giunta in un territorio, quello ferrarese, «che in regione ha il più alto tasso di disoccupazione, invecchiamento e abbandono scolastico». Temi su cui la Fiom rivendica «impegno e mobilitazione», ma ora è arrivato il momento di rafforzare il rapporto con i lavoratori, «perché un sindacato non vive solo di tavoli o di legittimazione istituzionale; la Cgil non deve avere paura delle piazze, perché ci fanno vivere e ci danno forza».
Sul palco, insieme a Lodi, anche il segretario organizzativo Giovanni Verla e i rappresentanti di quei molteplici “segmenti di realtà” a cui l’iniziativa di ieri ha voluto rivolgersi rilanciando i temi della sicurezza, della rappresentanza e della legalità. Così prima delle conclusioni affidate alla segretaria nazionale Fiom Francesca Re David («il lavoro è sotto attacco, e gli infortuni mortali ne sono una spia») hanno parlato le “voci di dentro”, coloro che vivono direttamente, sulla loro pelle, questa stagione di incertezza e precarietà. Ha parlato Marcello Grimaldi, di Vinyloop, uno dei 17 addetti che stanno sostenendo uno sciopero per avere risposte dalla direzione sul destino dell’attività produttiva a rischio di chiusura. Ha parlato Pamela Fiorini, Rsa della Vm Motori, dal 2014 acquisita dal Gruppo Fca. Milleduecento i lavoratori preoccupati per la mancanza di un confronto sulla riconversione produttiva dell’azienda, e per la gestione unilaterale di aspetti delicati come la cassa integrazione ordinaria e la sua trasformazione in contratti di solidarietà con 500 esuberi.
E se alla Berco di Copparo - ha ricordato Stefano Bondi della Rsu - in otto anni i dipendenti sono passati da 2.400 a 1.400, non meno grave è la situazione al Petrolchimico, dove il ricorso ad appalti al massimo ribasso e ai subappalti determina un serio problema di sicurezza. Ne ha dato testimonianza Luca Zampini, della Rsu di Coopser, impresa che ha lavorato e lavora in appalto con diverse aziende del Polo Chimico, in ambiti che includono trasporti, logistica e manutenzione. Succede di perderli, gli appalti, perché le aziende seguono la logica del massimo ribasso. Oppure succede che vengano applicati via via i contratti del settore chimico, meccanico o della logistica a seconda della convenienza del momento. E succede anche, durante il periodo delle fermate per la manutenzione degli impianti, che vengano aperti cantieri impiegando interamente personale “somministrato”. «È di fronte a un lavoro non eseguito a regola d’arte ti senti rispondere: “Che vuoi da me? Io fino a ieri facevo il fornaio”». (a.m.)
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