La Nuova Ferrara

Ferrara

Legionella sospetta a Cona Ora si indaga sui controlli

di Daniele Predieri

La procura apre l’inchiesta sul decesso di Lina Fogli, comacchiese di 71 anni  Sotto accusa due dirigenti, già condannati per le carenze nel vecchio Sant’Anna  

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Era già accaduto nel “vecchio” ospedale Sant’Anna e un processo concluso nel 2016 aveva chiarito che una anziana di 71 anni, Rosa Priore, era morta per una infezione da legionella contratta all’interno dell’ospedale per le carenze sanitarie nei controlli. Adesso, invece, si indaga sul “nuovo” ospedale Sant’Anna di Cona, per un altro caso, un’altra anziana deceduta - Lina Fogli, 71enne anche lei, comacchiese - morta nel marzo del 2016 nella nuova struttura ospedaliera finita al centro di una inchiesta della procura. L’inchiesta della procura, pm Ciro Alberto Savino, dovrà confermare o smentire la sospetta legionellosi come causa di morte e soprattutto se all’interno del nuovo ospedale siano stati applicati tutti i protocolli previsti per il controllo del batterio. Due gli indagati dell’inchiesta, i responsabili del piano sicurezza sanitario del Sant’Anna di Cona, i dirigenti Ermes Carlini e Paola Antonioli, gli stessi che erano già stati processati e condannati nell’altro processo per la morte di Rosa Priore, processo per il quale è pendente il ricorso in appello.

L’indagine sul “nuovo” ospedale in questi giorni ha avuto diversi sviluppi poiché sono stati fissati gli interrogatori degli indagati, durante i quali i dirigenti dovranno spiegare agli inquirenti della polizia giudiziaria i dettagli del protocollo sanitario seguito e se tutte le cautele e i controlli necessari erano stati adottati.

Sull’indagine aperta dalla procura, addetti ai lavori e gli stessi avvocati difensori dei due indagati invitano alla massima cautela, per evitare facili strumentalizzazioni e a non generalizzare sulla sicurezza sanitaria dell’ospedale di Cona. Del resto si rammenta che fu la stessa azienda ospedaliera, dopo il decesso, ad inviare alla procura gli atti relativi alla morte di Lina Fogli, per valutare con la massima trasparenza cause del decesso ed eventuali carenze nel sistema di controllo sanitario contro la legionella, batterio - ricordano gli addetti ai lavori - presente in tutte le strutture ospedaliere, all’interno delle quali per combatterne la presenza ed evitare infezioni, si debbono mettere in atto precisi piani di prevenzione e controllo.

L’indagine dovrà accertare se tutto questo è stato realizzato e verificato dai due dirigenti, responsabili del controllo dei piani sanitari di Cona e per questo ruolo chiamati in causa con l’ipotesi di omicidio colposo per omissioni nei controlli. Del resto, è bene ricordare che il precedente, il processo al “vecchio” Sant’Anna, al di là delle responsabilità formali dei due dirigenti, per il ruolo che ricoprivano, aveva messo in luce, come scriveva il giudice, «varie carenze» e le «criticità strutturali della rete idrica» del vecchio Sant’Anna: l’epoca era il 2011 e controlli e prevenzione sul rischio legionella vennero sottovalutati e ritenuti non prioritari visto che da lì a un anno (nel giugno 2012) il vecchio Sant’Anna sarebbe stato trasferito nella nuova struttura di Cona. Ora sotto accusa per la morte dell’anziana avvenuta il 31 marzo 2016: Lina Fogli, come era stato ricostruito negli stessi atti dell’azienda ospedaliera, era stata ricoverata nel reparto di Nefrologia di Cona dal 4 al 20 febbraio. Poi dimessa ma dopo alcuni giorni a casa venne di nuovo trasferita in ospedale, prima al Delta e quindi a Ferrara in condizioni disperate, il 27 febbraio, e quindi ricoverata nel reparto di rianimazione dove è morta il 31 marzo: la donna aveva gravi problemi di salute, e la legionellosi potrebbe esser stata una concausa del decesso.



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