«Obbligo vaccini, si può discutere»
Bonaccini (Regione) ribatte al ministro Grillo. Il M5S: passare ai fatti
La nascita del nuovo governo a guida giallo-verde ha riportato all’attenzione generale il tema dell’obbligo vaccinale, sancito da una legge del 2016 per l’inscrizione ai nidi, emanata dall’Emilia Romagna, che ha fatto poi da apripista alla legge nazionale 119 del 2017. Alla guida del ministero della Salute è appena salita un’esponente del M5s, Giulia Grillo, molto meno convinta del ministro che l’ha preceduta, Beatrice Lorenzin, sulla bontà della scelta che ha imposto l’obbligo vaccinale. Risultato: in Regione si è innescata l’ennesima contesa politica fra la giunta e i consiglieri grillini. Il presidente Stefano Bonaccini è tornato sulla questione l’altro ieri, in conferenza stampa a Bologna: «Se la ministra Grillo - ha affermato - dice che è a favore dei vaccini ma contro l'obbligo, affronta solo una parte del problema. Noi siamo la dimostrazione che la legge sull'obbligatorietà è servita. Mi auguro che potremo confrontarci nel merito».
«Abbiamo sempre detto - ha proseguito - che se in futuro si stabilizzerà la copertura vaccinale sopra il 95% non è che non si possa pensare di togliere l'obbligatorietà. Se ne può discutere, noi o chi verrà dopo di noi. Non siamo qui a fare battaglie ideologiche».
Ieri è stata la consigliera regionale Raffaella Sensoli (M5s) a punzecchiare Bonaccini sullo stesso argomento: «Crediamo che sia arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti», lo ha sfidato la consigliera.
La legge nazionale, a questo proposito, ha disposto «uno specifico monitoraggio, effettuato da un’apposita Commissione istituita presso il Ministero della Salute, che verificherà la copertura vaccinale raggiunta, i casi di malattia, le reazioni e gli eventi avversi. Sulla base di questi dati, dopo un monitoraggio di almeno tre anni, potrà essere eliminata l’obbligatorietà dei seguenti vaccini: anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella».
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