Parco del Delta Stazioni come porte
Sono interessate tre linee ferroviarie, compresa Codigoro Il Gal premia tre progetti che hanno partecipato al concorso
CODIGORO. Le porte segnano un passaggio attraverso le quali accediamo ad una nuova realtà, a qualcosa di nuovo che ci si para davanti lasciandoci anche sorpresi. Le stazioni sono porte, secondo l’idea del Gruppo di azione locale (Gal) Delta 2000, porte che ci permettono di accedere al parco del Delta del Po tanto bello quanto fragile è il suo ecosistema. Sulla base di questo principio il Gal Delta 2000 ha promosso un concorso che vedrà la sua fase finale oggi, alle 10.30 alla casa Monti in via Pasetto 1 ad Alfonsine nel Ravennate. Lì verranno presentati i primi tre progetti classificati nel concorso di idee “Le stazioni ferroviarie dell’area leader come porte di accesso al Delta del Po”.
L’idea pratica alla base del concorso è infatti, da una parte, quella di potenziare i collegamenti ferroviari sia inserendoli in una rete che preveda anche altri trasporti quali bus, biciclette etc. Dall’altra, quella di dotare le ferrovie di mezzi eco sostenibili.
Le stazioni coinvolte nel progetto nella nostra provincia sono quelle di Codigoro, Ostellato e Argenta.
La terza idea classificata, elaborata da Alessia Assirelli, consiste nella realizzazione di una rete per il noleggio di biciclette elettriche depositate in postazioni di ricarica situate nei pressi di stazioni ferroviarie che verranno considerate strategiche per l’area del Delta del Po.
La seconda classificata, realizzata da Francesca Pasqual, Leonardo Pilati e Alberto Stazio ha l’obiettivo, attraverso interventi con varie declinazioni di design, di posizionare all’ingresso in stazione un esemplare di un animale di una specie migrante tipica del territorio. La similitudine su cui si basa il progetto è infatti fra lo spostamento degli uccelli e il movimento dell’uomo che deve diventare tanto ecologico quanto quello della fauna autoctona.
Il progetto vincitore poi è realizzato da Uxa, Ufficio x architettura. Si tratta, in pratica, di rivestire la facciata bidimensionale di mattoni tipica delle stazioni del territorio ferrarese con dei delineatori stradali di colore blu: una metafora di linee e nodi per ricodificare, attraverso il colore, la propria identità del 2030, da qui il nome del progetto: 2030 le fil Bleau.
Il passo successivo alla presentazione sarà l’emanazione di un bando per realizzare qualche intervento sulla base dei progetti che oggi saranno presentati.
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