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Pesca, sulla banchina aria di crisi

Pesca, sulla banchina aria di crisi

Poco pesce al Mercato ittico: i commercianti comprano a Chioggia e i turisti dai pescherecci

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PORTO GARIBALDI . Dopo la chiusura della cooperativa Domar, a tenere alti i vessilli della marineria di Porto Garibaldi è rimasta la cooperativa Piccola e Grande Pesca, che cura anche la gestione del mercato ittico.

Gli ultimi due pescherecci della realtà che ha chiuso i battenti si sono, infatti, appoggiati già da qualche tempo alla cooperativa Piccola e Grande Pesca, che anche per l’estate promuoverà, a partire dal 15 giugno prossimo, l’iniziativa degli aperitivi con i pescatori del venerdì sera. La novità è tuttavia rappresentata da una svolta per la vendita del pesce in banchina, che sta per essere disciplinata in stretto accordo con il Comune, con l’Asl e con l’Ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi. «Abbiamo attraversato un inverno brutto con scarsità di pesce nelle reti – interviene Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca - e solo ora è cominciato a muoversi qualcosa nei fondali. Si pescano canocchie, seppie, mazzancolle e speriamo che si possa lavorare di più almeno fino al fermo pesca, anche se ancora mancano le date, ma le attendiamo a giorni dal ministero».

Gli armatori ancora non hanno introitato gli arretrati del fermo pesca dal 2015 al 2017, in quanto risulta che l’Inps abbia liquidato solo le somme dovute ai dipendenti. Mentre in banchina i pescherecci autorizzati possono effettuare la cosiddetta “prima vendita del pescato del giorno”, dalle 7. 30 alle ore 12, osservando regole ben precise, ovvero senza sforare i 30 chili e l’importo complessivo di 50 euro per ogni acquirente, nelle pescherie, si coglie l’altro lato della medaglia di una realtà, anch’essa espressione del tessuto socio-economico locale. «Partecipiamo all’asta del pesce al mercato ittico – dichiara Walter Alberi della pescheria Cavalieri –, dove ci procuriamo il pesce della giornata, triglie, mazzancolle, sogliole, canocchie, moli, cefali, mentre compriamo a Lesina e a Chioggia altro pesce fresco per soddisfare tutta la richiesta». I prezzi oscillano in base alla disponibilità del pescato: tanto più pesce finisce nelle reti, quanto più cala il prezzo anche al dettaglio. Diego Cavalieri della pescheria “Rosina da Aldo Cavalieri” acquista al mercato ittico canocchie, seppie nere, moli, triglie, «ma l’80% del pesce arriva da Chioggia, perché in tanti vendono in banchina e al mercato ittico portano solo una parte del pesce». Sulla scarsità di pesce nell’Adriatico interviene anche Renato Beneventi, titolare della Pescheria Friggitoria Da Luigi. «Al mercato ittico compro pesce azzurro, sogliole, canocchie, seppie, moli, merluzzetti, sgombri, calamari – riferisce il commerciante –, ma ancora si pesca poco e quindi mi procuro anche il pesce congelato ed importato. In questo periodo si pescano più canocchie da noi e quindi il prezzo è calato. Per la vendita al dettaglio ci devono essere almeno 3 o 4 euro di guadagno per il commerciante». Su un aspetto concordano pescatori e pescherie, ossia i controlli costanti da parte dell’Asl e della Capitaneria per l’osservanza di tutte le norme di settore.

Katia Romagnoli

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