Spacca le vetrate per vendetta
Licenziato, ha scagliato la bici contro il ristorante e poi è tornato a minacciare il titolare: denunciato
È stato un rancore personale, dovuto a un licenziamento, a indurre ieri mattina un giovane a scagliare una bicicletta addosso alla vetrata del ristorante “La Racchetta”, danneggiandola. Erano circa le 8.30 quando il ragazzo, un ventenne bengalese che fino a poco tempo fa aveva lavorato come inserviente nel locale, ha raggiunto via Vaspergolo, una traversa di via San Romano a ridosso di piazza Gobetti, è sceso dalla bici, l’ha lanciata contro le vetrate del ristorante, e poi si è allontanato in sella alla stessa “arma”.
Un raid immortalato dalle telecamere di sicurezza del locale, le cui immagini hanno permesso fin da subito, allo stesso gestore, di riconoscere l’autore del gesto e a segnalare il tutto ai carabinieri. Ma non era ancora finita. Perché l’ex dipendente un paio di ore più tardi è tornato in via Vaspergolo e ha affrontato il suo ex datore di lavoro, l’imprenditore libanese Wassim Daoud, coprendolo di minacce e insulti.
Il titolare a quel punto ha chiamato di nuovo i carabinieri che venti minuti più tardi hanno rintracciato l’iracondo ex dipendente, che è stato denunciato per danneggiamento e minacce.
Subito l’episodio era stato ricondotto alla situazione di spaccio al minuto che pure negli ultimi mesi ha cominciato a creare allarme e preoccupazione in centro storico. Il proprietario del Palazzo della Racchetta, Enrico Ravagnani, ieri mattina lamentava la presenza, lungo via San Romano, di gruppetti di pusher: «Non certo un bel biglietto da visita per il mio Bed and Breakfast, e per di più in pieno centro storico».
«Piazzetta Gobetti è ormai luogo di spaccio, questo episodio non fa che confermare la nostra tesi, il restyling della piazza è solo di facciata e il Pd si rende complice di questa situazione», si è affrettato a scrivere il leghista Nicola Lodi. In realtà lo spaccio, nell’attacco vandalico al ristorante di via Vaspergolo, non c’entra nulla. C’entra la rabbia incontrollata di un ex dipendente per aver perso il lavoro, e alla sua reazione folle che gli è costata una denuncia per minacce e danneggiamento. (a.m.)
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