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Il Cae batte pure la siccità Conti e soci in crescita

Il Cae batte pure la siccità Conti e soci in crescita

Il margine operativo sale a quota 5,3 milioni, sforbiciata di 5 milioni ai costi Il presidente Ferro: segnali di fiducia degli agricoltori e garanzia di solidità 

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Debiti in calo, gestione oculata dei costi e riorganizzazione interna generano 5,3 milioni di margine operativo contro gli 1,5 dello scorso anno con un bilancio solido che sfiora i 245 milioni di euro. Questi i dati più significativi del Consorzio Agrario dell’Emilia nell’anno in cui le produzioni hanno risentito pesantemente di una siccità epocale. Dopo le turbolenze del 2016, a seguito proprio della fusione con il Consorzio Agrario di Ferrara, il Cae ha approvato all'unanimità il bilancio 2017 fornendo dati rassicuranti nonostante i conti salati di un anno agrario pessimo e indimenticabile che ha generato ripercussioni negative sulle materie prime in particolare a causa della siccità epocale che ha colpito il nostro territorio dai primi mesi dell’anno, provocando su scala nazionale un calo di oltre il 4% del Pil del settore agricolo.

La base sociale del Consorzio agrario dell’Emilia, va ricordato, nel 2016 aveva assorbito oltre al Caf anche il Consorzio interregionale di servizi agricoli collettivi. Così il comprensorio si era allargato da Reggio Emilia a Bologna fino a Ferrara. Con l’ingresso delle due nuove realtà, la platea dei soci e imprese agricole si era allargata di circa 450 ferraresi.

L’andamento in generale negativo dei prezzi delle varie produzioni ha inciso in modo evidente e per soci troppo spesso la produzione lorda vendibile non è stata nemmeno sufficiente per coprire i costi di produzione. I dati presentati all’assemblea generale - che si è svolta nella sede di San Giorgio di Piano - evidenziano secondo le considerazioni dei funzionari Cae dati economico-finanziari che mostrano basi solide e consentono ai soci di guardare con rinnovato ottimismo al futuro di un gruppo che opera a 360° nelle filiere a supporto delle imprese agricole. Di certificata rilevanza si sono dimostrate tutte le attività che il Consorzio Agrario dell’Emilia ha svolto in modo sinergico con le società collegate: Sis, Emilcap, Eurocap Petroli e Qs. Con queste realtà, attraverso il coordinamento a livello nazionale di Consorzi agrari italiani, si è cercato di promuovere tutte le possibili sinergie di gruppo.

La gestione dei costi a livello aziendale nel 2017 ha consentito risparmi per oltre 5 milioni di euro. I costi generali infatti sono diminuiti di 2,5 milioni con una riduzione uniforme di tutte le spese riguardanti affitti, utenze, manutenzioni, consulenze specifiche. Stessa sorte per le spese del personale che diminuiscono di circa 2 milioni di euro oltre agli interessi e altri oneri finanziari che si sono ridotti di circa 500mila euro per effetto della minore esposizione creditizia e del ricorso a forme finanziarie a costo ribassato. Performance di ottimo livello anche quella scaturita dalla diminuzione del debito verso gli istituti di credito e della posizione finanziaria netta per un valore di oltre 5,5 milioni di euro generato dalle attività di management volte a migliorare la gestione del capitale circolante.

Soddisfatti il presidente del Cae, Antonio Ferro, e il direttore generale Ivan Cremonini. «Siamo il riferimento del mondo agricolo a 360° - dice Ferro - e il segno più nel bilancio è il segnale concreto della fiducia che viene riservata al nostro operato e garanzia di solidità pur in anni molto difficili per l’agricoltura». Anche Cremonini sottolinea il lavoro svolto: «Questo è un bilancio frutto di una razionalizzazione che mantiene e incrementa la funzionalità, l’innovazione e i servizi complessivi a beneficio dei nostri soci e clienti. Il rapporto con le aziende partecipate e controllate e i contratti di filiera ad hoc ci consentono di avere un ruolo di primo piano e di offrire garanzie e remunerazioni al meglio di quanto si possa realizzare in un contesto come quello attuale».

Lauro Casoni

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