«Punta da una siringa deve attendere ore per i controlli»
LIDO DI SPINA. Camminando lungo un tratto della spiaggia libera si è punta con una siringa abbandonata sulla sabbia. È successo mercoledì a Lido Spina e la donna rimasta ferita si è subito...
LIDO DI SPINA. Camminando lungo un tratto della spiaggia libera si è punta con una siringa abbandonata sulla sabbia. È successo mercoledì a Lido Spina e la donna rimasta ferita si è subito precipitata al pronto soccorso, dove però le è stato risposto che doveva ripresentarsi il giorno seguente, dopo una lunga attesa.
A stigmatizzare l’accaduto è l'ex consigliere regionale di FdI Mauro Malaguti: «Cinque ore di attesa per sentirsi dire “torni domani a fare le analisi”. La prassi infatti in questi casi è il prelievo per riscontrare se dalla puntura di quella siringa ha contratto l’Aids o l’epatite».
L’attesa - continua Malaguti -« essendo un codice verde, per la diagnosi del medico che, nel caso specifico, era facilmente comprensibile per chiunque. I lunghi tempi, non derivano da responsabilità del personale sanitario che, evidentemente sotto organico, fa il possibile, ma dal fatto che di pronto soccorso ne sono rimasti ben pochi e gran parte della provincia grava sul nosocomio di Cona. Data dunque l’ampia estensione geografica della nostra provincia, tutte le battaglie fatte dall’opposizione in Comune e Regione per tentare di salvare qualche altro ospedale provvisto di pronto soccorso – perché un pronto soccorso necessita di reparti ospedalieri – erano dunque tanto peregrine?».
E Malaguti pone anche un’altra domanda: «Se, come si può immaginare sono state scelte dettate dai problemi dei costi della sanità, malgrado oggi si paghino anche i codici bianchi e verdi, e malgrado sulla sanità siano stati buttati miliardi in scelte sbagliate, almeno, non sarebbe il caso di potenziare, a livello di organici, uno dei pochi pronto soccorso rimasti sul territorio insieme al Delta?».
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