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«Presto per parlare di un’altra fusione»

di Samuele Govoni
«Presto per parlare di un’altra fusione»

Massa Fiscaglia, Tosi scettico sull’unione con Ostellato Il vicesindaco: ora non vedo basi concrete per discuterne

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MASSA FISCAGLIA. Fabio Tosi, vicesindaco del Comune di Fiscaglia, come parecchi abitanti del territorio, è scettico sull’idea della fusione tra il Comune di Fiscaglia e quello di Ostellato. I dubbi sono tanti e le risposte concrete ancora poche. Come potrebbe cambiare la situazione se i due Comuni diventassero un unico grande territorio? Quali potrebbero essere i vantaggi e gli svantaggi e, soprattutto, è davvero necessario? Ne abbiamo parlato con l’amministratore.

Ha già vissuto il processo di fusione dall’interno. Cosa significa e come lo vede attuato in questa circostanza?

«Questa non è una fusione “standard” come quella di quattro anni fa, ma è una fusione “per incorporazione”. Passaggio non di poco conto che richiede proprio per questo molta attenzione e uno studio attento e non improvvisato sui riflessi che essa può comportare, fossero tutti positivi non evidenzierei questo passaggio».

Si sta “correndo troppo” secondo lei?

«Sì e lo dico privo di ogni interesse di sorta e non ne faccio nemmeno una questione campanilistica. Semplicemente ad oggi, non vedo rilevanti benefici a favore dei cittadini».

Cosa comporterebbe la fusione di Fiscaglia e Ostellato ora come ora?

«I processi di fusione sono processi tanto ambiziosi quanto complessi. Occorrono studi reali, attenti e soprattutto che proiettino scenari di medio-lungo termine partendo da una fotografia oggettiva e reale del territorio, prima di presentare al cittadino il quesito referendario. Oggi tutto questo, io stesso come amministratore, non l’ho ancora visto e potuto valutare e fra tre settimane il consiglio comunale si dovrà esprimere. Credo che per valutare con la giusta importanza e credibilità tutto questo, il tempo tecnico sia poco, e mi spiace che questo tipo di processo si sia messo in moto solo ora in prossimità di scadenze elettorali e non se ne sia ragionato in tempi che lasciavano spazio a meno strumentalizzazioni, che però sono inevitabili ora».

Gli abitanti del territorio non sono molto favorevoli all’idea, perché secondo lei?

«C’era molta aspettativa sullo sviluppo di Fiscaglia ed è normale nella fisiologia di fusione che il cittadino ad oggi paventi un ulteriore processo di questo tipo; non è ancora stato assimilato concretamente questo percorso che definirei storicom, avvenuto appena quattro anni fa. La fusione necessita di un tempo fisiologico per mostrare i reali benefici; ci possono essere benefici immediati, ma i più rilevanti sono quelli di medio-lungo periodo, non a caso Stato e Regione mettono contribuiti per incentivare questi processi».

Ci sono basi per una fusione?

«Forse, ma ora la vedo solo un’opportunità, se così la possiamo chiamare, per pochi. I cittadini devono essere liberi di esprimersi, ma è giusto che sappiano prima di scegliere come saranno i servizi sul proprio territorio e ad oggi io non ho ancora visto un documento serio che mi mostri l’assetto territoriale dei servizi e i benefici di questo processo. Un amministratore deve promuovere ma anche salvaguardare il proprio territorio ed è questo che intendo fare».

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