Erba alta e tronchi caduti: il bosco della Panfilia ha bisogno di aiuto
Sant’Agostino, poca manutenzione e edera ovunque: così l’oasi naturale soffre Parco impraticabile, Lodi: ho chiesto alla Regione come affrontare il problema
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SANT’AGOSTINO. Il bosco della Panfilia, a Sant’Agostino, non se la passa bene. Da ormai qualche anno la manutenzione, di quello che a tutti gli effetti è un vero e proprio patrimonio naturale per il territorio, non viene fatta con la costanza di cui il luogo avrebbe bisogno e le conseguenze di questa mancanza si notano eccome. Lo notano gli abitanti del luogo, che utilizzano, o per meglio dire utilizzavano, il bosco per le passeggiate. Lo notano gli sportivi che di corsa o con la mountain bike erano soliti percorrere il sentiero che dall’entrata principale arriva alle famose cascatelle, per poi proseguire nel percorso sull’argine che costeggia il paese.
Lo notano i tartufai, che cercano l’oro bianco e l’oro nero della gastronomia tra gli alberi di questa foresta ormai abbandonata a se stessa. Lo notano tutti, perché ogni abitante della zona ha avuto a che fare con il bosco della Panfilia per un motivo o per l’altro. La situazione è tragica. Il viale principale è interrotto più volte da arbusti, alcuni dei quali di grandi dimensioni, caduti in seguito alle condizioni atmosferiche avverse e mai rimossi da lì. Questa è la problematica principale che si nota osservando la natura circostante.
Ma non è solo una questione estetica, o di percorribilità dei viali all’interno del bosco. Il problema più grave e facilmente osservabile, anche da occhi non esperti, è la quantità spropositata di edera che ormai invade ogni singolo tronco di albero nel bosco della Panfilia. Partendo dal sottobosco, che ormai è un tutt’uno di piante infestanti, ed arrivando in alcuni casi fino in cima. A questi fattori vanno poi ad aggiungersi altri problemi concomitanti, che andrebbero affrontati e risolti considerando tutte le potenzialità dell’area.
Ciò che risalta entrando nel bosco e guardandosi intorno, è un’evidente mancanza di manutenzione. Non solo della natura, ma anche di quegli elementi artificiali che dovrebbero rappresentare una sicurezza per i visitatori: ponti, staccionate, sentieri. Tutto al bosco della Panfilia è abbandonato a sé stesso, come nei film post-apocalittici. Chi dovrebbe occuparsi del luogo è la regione Emilia-Romagna, con il comune di Terre del Reno che potrebbe fare pressione su di essa per sollecitare soluzioni che vanno prese il prima possibile. Il sindaco Roberto Lodi ha ribadito che ha già «chiesto alla Regione di affrontare il problema», sottolineando che «la situazione ci preoccupa ed è facilmente constatabile che in questo momento il bosco è abbandonato a sé stesso». Non resta che sperare che venga trovata una soluzione al più presto, perché è evidente ormai a tutti che il bosco della Panfilia è in fin di vita.
Samuele Melloni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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