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Beni intestati al figlio: fu reato

Doppia condanna in Appello. La difesa: «Faremo ricorso in Cassazione» 

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Assolti in primo grado, ma ora condannati in Appello. È una saga giudiziaria senza fine quella che vede coinvolti, da una parte, un commercialista ferrarese e suo figlio e, dall’altra, una coppia di ex clienti a loro volta rinviati a giudizio per calunnia.

La vicenda è quella del commercialista Andrea Carletti, condannato nel 2016 dal giudice civile a risarcire con 800mila euro i suoi ex clienti perché avrebbe presentato loro parcelle ritenute dal giudice «esorbitanti». In seguito Carletti era finito a processo per il reato di mancata esecuzione dolosa dell’ordine del giudice, perché secondo l’accusa avrebbe trasferito il suo patrimonio al figlio Luca - imputato a sua volta - per non pagare.

Accuse che erano appunto cadute in primo grado, con l’assoluzione di entrambi gli imputati con formula piena, «perché il fatto non costituisce reato».

Ieri, in Appello, un nuovo rovesciamento di fronte. I giudici bolognesi hanno accolto le richieste del pm e delle parti civili, assistite dall’avvocato Gian Luigi Pieraccini, e condannato Andrea Carletti a 1 anno 6 sei mesi e il figlio a 1 anno, con sospensione condizionale della pena. I giudici di Appello hanno inoltre stabilito una provvisionale di 15mila euro per ciascuna delle due parti civili, rinviando alla sede civile la liquidazione totale del danno.

Una sentenza che ha lasciato «allibite» le difese, come spiega l’avvocato Massimo Bissi che insieme a Carlo Bergamasco assiteva gli imputati. «Ci sono 90 giorni di tempo per le motivazioni, ma il nostro ricorso in Cassazione può dirsi scontato, e siamo fiduciosi che in quella sede saranno accolte le nostre ragioni - commenta il legale - Il giudice di primo grado aveva ben inquadrato il caso, riconoscendo che quel passaggio di proprietà (compiuto, aveva spiegato, solo per sanare l'incompatibilità tra il suo ruolo di commercialista e titolare di una società immobiliare ndr) era antecedente la sentenza civile, peraltro dimezzata in Appello e ora sub judice in attesa del pronunciamento della Cassazione».

A rendere ancora più intricata la vicenda, il “controprocesso” per calunnia che vede imputati gli ex clienti, Filippo Dianti e la moglie Nicoletta Mantovani, che avevano accusato Carletti di truffa. Accuse cadute e controquerela per calunnia, sfociata nel rinvio a giudizio della coppia.



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