Sant’Anna, assunzione per 58 medici precari
L’azienda ospedaliera pianifica i concorsi: due canali per le stabilizzazioni Prevista anche l’immissione in organico di una dozzina di laureati sanitari
Prima gli infermieri, poi gli oss e i medici. Il piano delle stabilizzazioni del personale messo a punto dalle due aziende sanitarie del territorio (Asl e Sant’Anna) va avanti e aggiunge altri due tasselli a quelli già posati sugli organigrammi. Proprio in questi giorni si stanno definendo i dettagli per l’assunzione di 58 medici e di una dozzina di laureati sanitari (biologi, fisici etc.) da parte dell’azienda ospedaliera. Una settantina di unità di personale che andranno a ridurre il folto drappello dei precari in servizio a Cona.
Il programma generale è stato annunciato la scorsa settimana dalla Regione che per il 2018 ha indicato la quota-obiettivo di 393 stabilizzazioni di dirigenti sanitari, di cui 329 medici che lavorano all’interno delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale: 233 operatori, di cui 169 medici, verranno stabilizzati in base al decreto Madia recepito dal protocollo siglato dalla Regione con i sindacati della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. In sanità sono numeri che non si vedevano da tempo, che sopperiscono ai vecchi blocchi e tagli del turn over: per la dirigenza sanitaria, a livello regionale, il tasso di sostituzione nel 2017 è stato del 115% (121% per i medici). L’accordo con i sindacati, ha precisato l’Emilia Romagna nei giorni scorsi, prevede per il triennio 2018-2020 un piano di interventi straordinari attraverso il ricorso in via prioritaria alle procedure delle assunzioni speciali regolamentate dall’articolo 20 del decreto Madia.
Il comma 1 disciplina l’assunzione a tempo indeterminato del personale con contratto di lavoro a tempo determinato in possesso di una serie di requisiti che prevedono che il professionista sia già in servizio con contratto a scadenza nell’amministrazione che procede all’assunzione; che sia stato già selezionato con concorso dalla stessa amministrazione; che abbia maturato alle dipendenze dell’amministrazione interessata almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.
Come confermano il consigliere nazionale Anaao Pierluigi Api e il segretario aziendale, Lucio Trevisani, si tratta di uno dei due canali previsti per l’inserimento in organico del personale da stabilizzare in camice bianco.
L’altro percorso è disciplinato dal comma 2 dello stesso articolo e consente di bandire procedure concorsuali che contengono una quota di “riserva” per il personale interno in quantità non superiore al 50% dei posti disponibili e con garanzia dell’«adeguato accesso dall’esterno».
«Stiamo attendendo la convocazione di un incontro con la direzione - proseguono Api e Trevisani - per vedere come saranno pianificate le assunzioni. Non sappiamo ancora, in effetti, come saranno ripartite le stabilizzazioni fra percorsi riservati esclusivamente agli “interni” e concorsi aperti ma con quota riservata agli interni». L’intesa già siglata prevede che le aziende sanitarie e gli enti del Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna effettuino una ricognizione del personale potenzialmente interessato alla partecipazione alle procedure di stabilizzazione. È prevista anche l’istituzione di un Osservatorio regionale bilaterale.
La Regione annuncia che per il 2018 sono in arrivo in Emilia Romagna, oltre alle 393 stabilizzazioni dei dirigenti sanitari, 851 di non dirigenti (478 nel settore sanitario, di cui 302 infermieri, 339 tecnici e 34 amministrativi) in base all’accordo firmato a fine dicembre 2017, per un totale complessivo di 1.244 unità. (gi.ca.)
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