Bosco della Panfilia in affanno «Servono proposte concrete»
Sant’Agostino, per risollevare la situazione si pensa a progetti condivisi anche sul lato idraulico Righi (Cambiamo davvero): il Comune dovrebbe promuoversi come “ente gestore” dello spazio
SANT’AGOSTINO. «La situazione del bosco della Panfilia è a un punto di non ritorno, servono progetti concreti». Sono le parole di Riccardo Baroni, segretario dei dottori agronomi e dottori forestali della provincia di Ferrara. Anche gli esperti, dunque, concordano sul fatto che gli interventi al bosco della Panfilia vanno effettuati e sarebbe il caso di iniziare sin da subito a pensare come.
«Se qualche ente locale si accordasse con la Regione per la gestione - spiega Baroni - ed avesse la voglia e le capacità tecniche di gestire la situazione, ci si potrebbe appoggiare a qualche università o qualche ente di ricerca un po’ più strutturato per progettare un intervento che possa far accedere a fondi europei. Nel caso il progetto dev’essere serio, tenendo conto delle esigenze di tutti i soggetti interessati al bosco della Panfilia, che è multifunzionale e su cui alcune persone hanno incentrato delle attività economiche».
Come già detto, le problematiche del bosco sono molteplici: «Non è solo l’edera a creare difficoltà – ha proseguito l’agronomo – ma anche altre piante come ad esempio la Robinia (meglio conosciuta come Acacia, ndr) sono più competitive dell’edera stessa, e che come è noto è una pianta utile per fare il miele. Per questo motivo serve mettersi intorno ad un tavolo e ragionare insieme alle varie associazioni sul da farsi. Attraverso la selvicoltura, si potrebbe garantire al bosco la propria polifunzionalità. Inoltre, essendo un bosco golenale, ha bisogno di essere gestito anche in termini di sicurezza idraulica. Serve un progetto condiviso, che consideri tutto l’insieme. Le cifre di cui avrebbe bisogno sono molto elevate. Il problema è la volontà di farlo. O da parte della regione, o a parte degli enti locali che potrebbero prenderlo in gestione ed intervenire con le professionalità necessarie». Le opposizioni di Terre del Reno, tra cui Gaia Fabrizia Righi del gruppo consiliare Cambiamo Davvero, si è espressa così riguardo alla questione: «Una delle nostre proposte in campagna elettorale era quella di promuovere, tramite la consultazione degli enti competenti, l’iter amministrativo volto al riconoscimento del nostro Comune come “ente gestore” del bosco Panfilia. Ci rendiamo conto che per un’amministrazione questo significherebbe affrontare dei rischi, ma a differenza del passato oggi godiamo di maggiore salute finanziaria grazie ai fondi della fusione. Ne consegue che l’atteggiamento attendista mantenuto fino ad ora da parte delle amministrazioni non è più tollerabile, anche perché c’è una certa urgenza di intervento. Occorrerebbe agire subito in questa direzione, prima ancora di aspettare il prossimo bando regionale per l’affidamento in gestione».
Diverso, ma comunque in contrasto con le posizioni fin’ora esposte dalle altre forze politiche, il punto di vista di Simone Tassinari del gruppo d’opposizione Fare Insieme: «Il nostro obbiettivo, illustrato anche in campagna elettorale, era quello di farsi assegnare una piccola porzione di bosco Panfilia dalla regione, in modo da poter intervenire concretamente su quella zona specifica, con i propri fondi. Non esistono soluzioni semplici a problemi così estesi e che richiedono cifre molto grosse. A quel punto, avendo in gestione una sola porzione, si può concordare con la Regione quelli che possono essere i confini e gli impegni sulle operazioni da effettuare. La debolezza di questa amministrazione la si vede anche nella mancanza di capacità di creare delle forze comuni con altre amministrazioni dell’Alto Ferrarese, che servirebbero ad avere più voce in capitolo anche in questi contesti».
Samuele Melloni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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