«Grattacielo, c’è l’ok dei vigili del fuoco»
Il piano di adeguamento per la sicurezza. L’amministratrice Davì: fisseremo l’assemblea per i lavori
Non ha ancora compiuto il passo decisivo il piano per l’applicazione della normativa antincendio al Grattacielo, da cui dipende anche il futuro del più grande condominio della città. Ma il fatto che sia giunto l’ok da parte dei Vigili del fuoco al piano di riqualificazione, getta un po’ di luce sulla possibilità che i lavori possano partire entro una lasso di tempo ragionevole, forse entro l’estate.
La conferma dell’approvazione del progetto di adeguamento da parte dei Vigili del fuoco, che risale ad alcuni giorni fa, è arrivata ieri dall’amministratrice Tiziana Davì. Si tratta di un passaggio importante per la procedura perché ora il condominio ha la possibilità di prendere in esame le proposte fatte dalle ditte interessate, i progetti e le modalità di esecuzione dei lavori.
La prossima settimana potrebbe quindi essere definita la data dell’assemblea condominiale per la discussione e l’eventuale via libera all’appalto.
La data potrebbe essere fissata per la fine del mese, sull’esito dell’assise però non ci sono certezze. Una delle incognite è relativa al versamento della somma necessaria per l’esecuzione delle opere. Un onere consistente a carico di un condominio dove la morosità è piuttosto diffusa e dove solo una parte dei condòmini ha finora versato la propria quota.
Da quanto si è appreso tra gli inadempienti ci sono anche persone che attendono di «vedere le carte» e che quindi potrebbero regolarizzare la propria posizione nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Il punto è che il costo dell’intervento richiede un impegno di risorse non indifferente alle famiglie proprietarie per raggiungere una somma che dovrebbe toccare i 700-800mila euro. E il via alle imprese l’amministrazione intende darlo solo quando in cassa entrerà l’intera somma (o quasi). In una realtà sociale complessa come quella del Grattacielo. dove si scontrano interessi spesso in conflitto, da cui è scaturito un clima di forte ostilità fra chi sostiene l’amministrazione e chi la avversa, l’assemblea di fine mese potrebbe quindi portare una svolta o determinare le condizioni per una crisi dagli effetti imprevedibili. Sullo sfondo di questo scenario, infatti, si staglia sempre l’ipotesi dello sgombero delle torri per mancanza delle condizioni di sicurezza e addirittura lo spettro della demolizione, prospettiva già all’attenzione del Comune e del governo, che ha concesso due milioni di euro all’amministrazione estense per le aree degradate sulla base di un progetto che prevedeva tra le possibilità anche quello dell’abbattimento del complesso edilizio.
Una prospettiva contro la quale è scesa in campo una parte dei condòmini che ha presentato due ricorsi in attesa di essere trattati dai Tar.(gi.ca.)
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