La Nuova Ferrara

Ferrara

Maxi retata antidroga Tre arresti a Ferrara

Maxi retata antidroga Tre arresti a Ferrara

Venti custodie in carcere, in manette anche tre corrieri con base qui in città Viaggi in Olanda per procurarsi la sostanza che finiva nelle piazze del Nord Est

3 MINUTI DI LETTURA





Erano i “magazzinieri” e i corrieri della droga, elementi di primo piano di un’organizzazione criminale del traffico e dello spaccio di stupefacenti che agiva tra Emilia Romagna, Veneto e Trentino. Una rete che aveva tra le basi principali Trento, ma che trovava in Ferrara uno degli snodi più importanti per il rifornimento e la distribuzione di stupefacenti: un giro di marijuana, cocaina, eroina, hashish che fruttava a ciascun “addetto” fino a 2.500 euro al giorno. Di questo gruppo criminale facevano parte anche tre nigeriani residenti a Ferrara, arrestati martedì nell’ambito di una vasta indagine della procura di Trento con l’esecuzione da parte della polizia di Stato di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere (17 nigeriani e tre italiani), tra cui 13 richiedenti asilo. In manette, ha spiegato ieri il dirigente della Squadra Mobile Andrea Crucianelli, sono finiti anche Victor Oboh, 26 anni, Andrew Ojie, 30 anni, e Suleman Al Hassan di 24.

Il primo, Oboh, è stato arrestato nella sua abitazione di Pontelagoscuro. Arrivato in Italia nel 2011, era ufficialmente un venditore ambulante ed era in regola con il soggiorno. Il suo ruolo all’interno dell’organizzazione era quello di fornitore e addetto alla logistica. Da Trento partivano gli ordini per nuove forniture di droga che poi dovevano essere distribuite tra Verona, Vicenza, Trento e la stessa Ferrara. Ci pensava Oboh, che per almeno 15 volte è andato a Verona con il suo carico di droga, e che aveva anche il compito di reinvestire i proventi in nuovi acquisti di stupefacenti.

Andrew Ojie invece era già agli domiciliari, in un appartamento di via Cattaneo perché finito in manette nel maggio del 2017 nell’ambito della stessa operazione che aveva già portato all’arresto in flagranza di reato di 16 persone. Le indagini hanno appurato che anche lui aveva contribuito più volte, con sette tragitti verso Verona e Trento, a foraggiare lo smercio di stupefacenti. In Italia era arrivato nel 2009 e non gli era stato riconosciuto lo status di rifugiato. Diniego contro cui aveva fatto ricorso e il suo permesso non era stato più rinnovato dal 2010.

Infine Suleman Al Hassan, arrestato nella zona di via Arianuova, in Italia dal 2013, riconosciuto come rifugiato e con permesso di soggiorno valido fino a 2020. Era lui che aveva i contatti con i fornitori esteri, incaricato di portare la droga dall’Olanda all’Italia, utilizzando ovulatori o facendo lui stesso l’ovulatore.

Tutti e tre sono finiti in carcere (uno a Ferrara, gli altri due a Modena e Pavia) insieme ad altre 17 persone, a conclusione di un’operazione che conta in tutto 54 indagati e ha visto il sequestro di diversi quantitativi di sostanze: quasi 7 chili di marijuana, 6 etti di eroina, quantità più modeste di cocaina e hashish e quasi un litro di metadone, sostanza che i tossicodipendenti reclutati come spaccini si procuravano al Sert per usarlo come merce di scambio.

La droga veniva trasportata soprattutto via autobus, e in parte finiva anche nella piazza dello spaccio ferrarese. I componenti della banda avevano a disposizione in tutto il Nord Est non solo locali dove conservare la droga, ma anche tutto il materiale per pesare, tagliare e confezionare la sostanza, oltre a una serie di schede telefoniche intestate a persone fittizie per sfuggire alle intercettazioni. (a.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google