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Fusione a Ostellato Rossi: sono contraria ma decida la gente

Fusione a Ostellato Rossi: sono contraria ma decida la gente

OSTELLATO. «Io non sono contraria alla fusione, o meglio alle fusioni, e le ritengo anche valide in linea di principio. Questo però non vuol dire che sposo l’idea di vedere uniti i Comuni di...

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OSTELLATO. «Io non sono contraria alla fusione, o meglio alle fusioni, e le ritengo anche valide in linea di principio. Questo però non vuol dire che sposo l’idea di vedere uniti i Comuni di Fiscaglia e Ostellato. Penso che debbano essere i cittadini a decidere e noi dobbiamo solo fornire gli strumenti per arrivare ad una scelta consapevole».

È molto chiara l’assessore alla Cultura Elena Rossi, che già l’altra sera in consiglio comunale ha chiarito la sua posizione. «Ci è stato chiesto di approvare una variazione di bilancio per finanziare lo studio di fattibilità che verifichi se sussistono le condizioni per procedere con il progetto di fusione tra i comuni di Fiscaglia ed Ostellato – ha detto la Rossi – Ritengo che i progetti di riordino e riassetto amministrativo che vanno nella direzione della fusione tra comuni di piccole dimensioni, possano, in generale, rappresentare un’opportunità, una strada percorribile. Ritengo anche, però - specifica - che proprio perché tali progetti di fusione possono rappresentare un’opportunità, debbano necessariamente essere frutto di una condivisione con la cittadinanza delle comunità interessate e richiedano pertanto tempi adeguati sia tecnici che politici e modalità condivise».

«Nel nostro caso - fa presente l’assessore - a mio avviso entrambe queste condizioni non si sono verificate. Si è cominciato a parlare di tale ipotesi più o meno un mese e mezzo fa e lo studio che dovrà svolgersi in tempi record. Anche i tempi tecnici si rilevano quindi strettissimi per non dire inadeguati». Lo studio di fattibilità «dovrebbe fornire dati ed elementi di valutazione sull’analisi del territorio, della popolazione e dell’economia nonché sondare la fattibilità tecnico-organizzativa, economico-finanziaria e politico-istituzionale della fusione. Mi chiedo come mai tutto ciò non potesse essere fatto in tempi più distesi. Cosa ci spinga ad agire così in fretta?».

Il quesito referendario, quello in cui i cittadini dovranno esprimersi a favore o contro «è previsto per l’inizio del mese di dicembre: tra 5 mesi - conclude la Rossi - Cinque mesi in cui si dovrebbe predisporre una progettualità politica che sia di lungo termine e di ampio respiro che ad oggi non esiste. Credo che queste siano motivazioni sufficienti a farci dubitare che i tempi e le modalità di questa ipotesi di fusione siano adeguati. Detto questo io non impedirò, con un voto negativo, il proseguire di questo iter proprio perché penso che sia fondamentale consentire ai cittadini di esprimersi attraverso la consultazione referendaria».

Annarita Bova

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