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«Il mio segreto? Parole crociate e buone letture»

di Gian Pietro Zerbini
«Il mio segreto? Parole crociate e buone letture»

Parla il pluricampione di “Caduta libera” Mauro Pellizzari Il prof ferrarese ha vinto in Tv 116mila euro in dieci puntate

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Migliaia di ferraresi per quasi due settimane hanno fatto il tifo per lui davanti alla tv, come ai tempi del “Rischiatutto”, riaccendono l’antico fascino del quiz. Adesso che la sua esaltante avventura televisiva è finita, Mauro Pellizzari racconta l’esperienza davanti alle telecamere di Canale 5 e le centinaia di risposte date a domande incalzanti che alla fine gli hanno permesso di diventare pluricampione e portare a casa la cospicua somma di 116mila euro. Più che una “Caduta libera” - dal nome del gioco a quiz condotto da Gerry Scotti nel quale si è distinto con maestria, frutto di una vastissima cultura generale - per lui è stata un’ascesa trionfale e solo domande improbabili non gli hanno consentito di portare a casa un gruzzolo più consistente. Lui è ferrarese doc, insegna scienze matematiche alla scuola media di Poggio Renatico, ed è uno dei più qualificati esperti di botanica nel Ferrarese.

Professor Pellizzari, se dovesse definire con un fiore o una pianta la sua esperienza in tv cosa sceglierebbe e perché?

Un’orchidea selvatica. Vivono anche nei nostri boschi e prati, ma pochi le conoscono. Hanno una fioritura breve ma intensa, poi apparentemente scompaiono, sfuggono alle normali ricerche, e si ripresentano tempo dopo da un’altra parte.

Come si è preparato a questo impegno e qual è il segreto per ricordare tutte quelle cose?

Ci sono molte componenti. Alla base c’è la curiosità, sin da bambino leggevo molto, libri e giornali di tutti i generi. Poi un talento naturale per ricordare le cose inutili (apparentemente), ma che prima o poi possono servire. E l’allenamento migliore sono le parole crociate: quando non si conosce la risposta bisogna provare “se ci sta” nelle caselle.

Questa esperienza che cosa le ha regalato?

Ho conosciuto una realtà dove, nonostante si tratti di spettacolo, quindi per definizione “effimero”, viene premiato il merito. E non mi riferisco a me, ma alle decine di persone che svolgono il loro compito negli studi, dagli autori e produttori sino agli addetti alle pulizie e alla sicurezza, passando per fonici, costumisti, stuntman, trucco e parrucco, tutti lavoratori seri e professionali. E anche tra i concorrenti serve la preparazione, se uno è solo fortunato … cade !

Ha sentite l’effetto popolarità in questi giorni. La gente la ferma per strada ?

Sono lusingato perché molti mi fanno i complimenti, e ringrazio tutti. Allo stesso tempo desidero incoraggiare anche altri, intraprendenti e di cultura eclettica, perché partecipando al gioco riescano a vincere e a prendere il mio posto nell’affetto della gente.

Questa passione per il quiz come è nata?

Seguo volentieri i quiz televisivi, ma solo quelli dove fanno tante domande senza tempi morti, giusto per tenere allenata la prontezza nel rispondere. Il modello, penso per quasi tutti i miei coetanei, è il “Rischiatutto”, e in tempi più recenti mi piaceva “Passaparola”.

Lei è stato concorrente anche alla Ruota della fortuna. Che differenza ha trovato tra Mike Bongiorno e Gerry Scotti e tra la televisione di adesso e quella di 18 anni fa?

Con una battuta potrei dire “nessuna, ho vinto allora e anche adesso…” In realtà, l’impressione è che i due tipi di produzione siano simili, e che dietro ci sia un gran lavoro di preparazione per non lasciare spazio agli imprevisti sfavorevoli. Entrambi i conduttori sanno sincronizzare tutte le fasi in maniera che tutto fili il più regolarmente possibile. E si possono permettere di scegliere i migliori collaboratori. La differenza? Penso che oggi, nell’epoca social, per un personaggio di spettacolo sia più difficoltoso evitare i postulanti, gli “haters” di professione o anche semplicemente le persone invadenti. E sono felice di non essere un Vip !



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