Troppe gelate, ciliege a rischio
Allarme di Confagricoltura: «La pioggia ritarda la maturazione»
Non è ancora tempo di bilanci consuntivi, ma il quadro sull'andamento della campagna delle ciliegie comincia a delinearsi; entrata nel vivo dopo che gelate tardive, caldo anomalo e sbalzi di temperatura degli ultimi mesi hanno messo a dura prova il lavoro di tanti produttori.
«Le varietà precoci hanno dato soddisfazione - affermano da Confagricoltura Ferrara - ma in molti casi la troppa pioggia e, in alcune zone, la grandine, hanno invece penalizzato la maturazione di ciliegie e duroni creando fessure o spaccature sui frutti. Emilia-Romagna e Veneto detengono il primato assoluto delle superfici destinate alla produzione di ciliegie e nella nostra regione sono circa 1.630 gli ettari dedicati a questa drupacea, Ferrara conta su una superficie di circa 80 ettari». Mariadelia Zanella, vice-presidente della delegazione “Ferrara 3” di Confagricoltura Ferrara e socia fondatrice di Confagricoltura Donna Ferrara, ha un’azienda agricola a Tamara, la società agricola Colombani.
«I frutteti di marasche, visciole e amarene, sono da considerarsi un prodotto di nicchia che dà buone soddisfazioni anche grazie al raccolto veloce, effettuato meccanicamente nel periodo che va da metà a fine giugno e poi conferito ad una cooperativa di Modena che provvede a trasformarlo in marmellate, maraschino – afferma Zanella -. Ho impiantato il frutteto nel 2009 e il primo raccolto è arrivato nel 2014. Quest'anno la produzione, ormai prossima al raccolto, si prevede in leggera flessione». Ben tredici le varietà impiantate dall'azienda agricola Zanoli Patrizio e Davide, che a San Bartolomeo in Bosco ha destinato circa due ettari alla produzione di ciliegie. Davide Zanoli conferma il trend negativo della campagna, che quest'anno registrerà un calo molto consistente rispetto allo scorso anno, soprattutto per i raccolti delle varietà medie e tardive. «Abbiamo appena concluso il raccolto delle varietà precoci e siamo abbastanza soddisfatti, non altrettanto per altre drupacee, in primis l'albicocco, che con gli sbalzi termici non ha avuto scampo». Alberto Cavallini, Confagricoltura, storico produttore di ciliegie con terreni a Consandolo, è uno dei produttori non risparmiati dalla grandine e dice che «la beffa è stata quella di avere nel mio ceraseto una produzione mai riscontrata negli anni precedenti. Ma la grandinata ha fermato la coltivazione della pianta e rovinato tutto il prodotto». (a.t.)
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