Aumento di capitale La Carife va a processo
Inizia oggi il dibattimento al centro “Quadrifoglio” di Pontelagoscuro Gli azzerati della banca hanno organizzato un sit-in di protesta all’ingresso
Si parte con Carife 1, il primo processo sul crac della banca ferrarese fissato per oggi al Centro Quadrifoglio di Pontelagoscuro, per l’aumento di capitale del 2011 per 150 milioni di euro. Un processo che ruota attorno ad una serie di reati: falso in prospetto, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza (di Consob e BankItalia) e la bancarotta patrimoniale. Reati contestati a vario titolo agli ex vertici di Carife dell’epoca (2011): Sergio Lenzi, presidente e Daniele Forin, direttore generale. A due tecnici interni, Davide Filippini e Michele Sette (direttori settori Finanza e Bilancio) per i prospetti falsi e il responsabile società revisione Deloitte & Touche, Michele Masini. Gli altri imputati sono legati allo scambio di azioni tra Carife e Caricesena e Valsabbina, ritenuto illecito- che ha portato alla contestazione della bancarotta patrimoniale per fittizietà del patrimonio: Paolo Govoni (Carife Sei) e Teodorico Nanni (Banca Credito di Romagna), società usate per triangolare lo scambio di azioni. E i vertici di banca Valsabbina, Ezio Soardi e Spartaco Gafforini e Caricesena, Germano Lucchi e Maurizio Teodorani e Adriano Gentili. Questi ultimi e Michele Sette sono indagati anche nel crac Carife bis. L’inizio di un processo di grande interesse dove per la prima volta vengono messi sono accuse nell’aula di un tribunale (a tutti gli effetti il centro Quadrifoglio tornerà ad essere un’aula del tribunale) i vertici di Carife e in particolare quelli che hanno guidato le ultime fasi della Cassa di Risparmio di Ferrara prima del commissariamento, 2013.
In occasione dell’inizio del processo di Carife oggi a Pontelagoscuro gli azzerati di Carife saranno presenti con un sit-in di protesta, facendo sentire la loro voce. «Per chiedere giustizia - si leggerà nei volantini che verranno distribuiti a presenti e passanti - per la nostra città ferita e impoverita. Nessun rinvio e nessuna prescrizione. Solo i risparmiatori (32mila famiglie) hanno pagato».
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