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Una nuova sede operativa per la Protezione civile

Una nuova sede operativa per la Protezione civile

Ostellato, un luogo per i quaranta iscritti che operano su tutto il territorio Il presidente: «Siamo partiti da poco eppure in un anno abbiamo già fatto tanto»

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OSTELLATO. È passato meno di un anno da quando l’Avpco, acronimo di Associazione di Volontari Protezione Civile Ostellato, è stata fondata. E in così poco tempo essa rappresenta già una delle realtà della Protezione Civile più attive in provincia. «L’associazione comprende ad oggi una quarantina di iscritti - racconta il presidente Giorgio Chierici -. Di questi già 25 sono a tutti gli effetti operativi, hanno superato i corsi necessari e hanno acquisito le competenze indispensabili per poter operare in caso di necessità».

Ieri pomeriggio è stata inaugurata, alla presenza del sindaco Andrea Marchi, la nuova sede dell’associazione in via Strada del Mezzano 10. L’edificio, moderno e funzionale, rende il presidente Chierici entusiasta: «Dobbiamo ringraziare il sindaco Marchi, il suo aiuto è stata decisivo nell’ottenere in comodato d’uso gratuito questa bella sede che sarà per noi fondamentale per il prosieguo della nostra attività. Siamo partiti da pochissimo, fino a nemmeno un anno fa Ostellato non aveva una propria associazione di protezione civile e doveva per questo appoggiarsi alle realtà vicine. Io e Silvia Trevisani, entrambi di Ostellato, facevamo parte dell’associazione di Tresigallo ed abbiamo voluto provare a lanciare una associazione di questo tipo nel nostro paese».

Il weekend di inaugurazione della nuova sede è stato anche l’occasione per organizzare il primo corso di formazione a Ostellato per i volontari: 34 persone, 19 delle quali facenti parte dell’Avpco, hanno seguito le attività propedeutiche e le prove pratiche direttamente sul sito, con l’aiuto di formatori e attrezzature messi a disposizione dal coordinamento provinciale. Al termine del corso i partecipanti, dopo la consegna degli attestati, potranno già considerarsi membri operativi e collaborare in caso di eventi calamitosi.

Filippo Rubin

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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