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La salina si è sdoppiata per produzione e visite

La salina si è sdoppiata per produzione e visite

Comacchio, da una parte i turisti dall’altra la raccolta al via alla fine della stagione L’opera più impegnativa è consistita nel portare l’acqua potabile con un tubo  

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COMACCHIO. Ultimati nei giorni scorsi i lavori di «separazione fisica della salina in due bacini salanti identici – è la conferma di Carlo Bariani, direttore tecnico del Cadf – ad alimentazione indipendente, l’una gestita dal Centro di educazione ambientale del Cadf e l’altra dall’Associazione salinari comacchiesi. Gli operai hanno terminato venerdì i nuovi allacci per l’acqua potabile che serve l’impianto di depurazione».

Anche i volontari dell’associazione salinari comacchiesi, fondata nell’agosto del 2016 dopo un iter formativo meticoloso, che ha visto il coinvolgimento dei salinari di Cervia, in questi giorni stanno riposizionando le assi di bordatura delle vasche di salinizzazione, all’interno delle quali effettuare, a fine stagione, la raccolta del sale. La salinetta da 4 ettari, suddivisa in due parti speculari, l’una adibita alla valorizzazione turistica a cura dell’Asc e l’altra a scopo didattico, gestita dal Cadf, è stata riavviata due anni fa alla produzione del sale, dopo oltre trent’anni dalla chiusura.

«I lavori di separazione fisica dei bacini salanti di importo attorno a 24mila euro – prosegue Carlo Bariani –, sono stati preceduti da una prima tranche di opere finanziate due anni fa dal Comune con 150mila euro e da una seconda tranche di 15mila euro dello scorso anno (per la creazione dei bacini salanti). L’opera più impegnativa è consistita portare l’acqua potabile in salina con un tubo interrato dalla Romea – aggiunge Bariani –, ma si è proceduto anche a sistemare gli argini e ad installare un nuovo impianto di depurazione, per la regimentazione delle acque». L’immissione dell’acqua nel bacino di carico della salinetta gestita dal Cadf è già partita e l’obiettivo è quello di produrre, condizioni meteo permettendo, il primo sale tra una ventina di giorni. Anche nella salinetta affidata ai salinari comacchiesi fervono i lavori di «riposizionamento delle assi di bordatura delle vasche di salinizzazione – spiega il vicepresidente dell’Asc, Alberto Lealini –, qui si forma uno strato di cloruro di sodio di spessore di circa 20 centimetri, un sale ben formato, con cristalli grandi, che più si avvicina a quello che veniva prodotto quando la salina era in essere. La raccolta si fa a fine stagione». I 30 quintali di sale prodotto lo scorso anno in salina sono il simbolo del rilancio in chiave turistico ambientale di un sito che, attraverso i volontari, ha consentito di recuperare antichi mestieri e tradizioni lagunari secolari.

«Abbiamo ripreso la manutenzione ordinaria annuale – interviene Franco Verdi, presidente dell’associazione –, per dare il via, a fine stagione ad una raccolta unica, tipica della tradizione comacchiese, ma c’è bisogno di nuove leve e di nuove energie. Tra una settimana cominceremo a far arrivare acqua nelle vasche di prima evaporazione, lo scopo dell’associazione è quello di continuare e promuovere le nostre tradizioni, ma c’è bisogno di volontari, ben vengano anche le donne». Una volta terminati i lavori di posizionamento delle paratie alle sponde, dovranno essere preparati bancali ed aste di livello, per realizzare la base su cui creare la piramide di sale.

Katia Romagnoli

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