Masi Torello contro l’Imu sugli impianti idrovori
Contrari i consiglieri dell’opposizione: nessun beneficio dagli interventi passati «Il Consorzio riveda i “Piani di classifica” e paghi solo chi ha goduto della bonifica»
MASI TORELLO. I consiglieri comunali masesi dell’opposizione, Marco Rizzati, Luca Signorini e Massimo Pezzuolo, hanno affidato ad una lettera il loro disappunto rispetto al pagamento da parte del Consorzio di Bonifica dell’Imu sugli impianti idrovori. «Premesso che è noto a tutti, anche ai Comuni che incassano l’Imu, che gli impianti idrovori svolgono una funzione fondamentale per la sicurezza del territorio, che il Consorzio di Bonifica è un ente di diritto pubblico che svolge un’attività non economica, che nessuno diciamo nessuno, è intervenuto per ovviare a tale imbroglio, riteniamo perché fa comodo che una “tassa” vera e propria sia riscossa dal Consorzio, spalmandola su tutti i consorziati. Questa “tassa” - dicono - è ancor più indigesta perché, per fare, un esempio ne deriva che i cittadini di Masi, che dalle Bonifiche non hanno ricevuto alcun beneficio, devono pagare l’Imu al Comune di Ostellato, che dalle Bonifiche è il Comune che ha avuto i maggiori benefici di tutto il Ferrarese».
Ma facciamo un passo indietro, un breve escursus storico per capire il passato di bonifica del territorio. Masi Torello, con una giacenza altimetrica variante da uno a quattro metri sul livello del mare, ha storicamente sempre riversato in modo naturale l’acqua piovana nelle valli di Comacchio e valli adiacenti, per mezzo di storiche “Fosse” che avevano origine dagli spalti del Po di Volano, denominate fosse “Dei Masi”, “Bertolda”, “Voghenza-Gambulaga”. La condizione idraulica era veramente ottima, tanto che questi terreni erano tra i più produttivi del ducato Estense. Alla fine dell’Ottocento in tutto il territorio ferrarese iniziarono e furono completate numerose bonifiche idrauliche. Di queste bonifiche beneficiarono soprattutto Comacchio stesso, Ostellato, Portomaggiore e Argenta; Masi Torello non ne trasse nessun giovamento, perfino le aree già citate ne trassero scarso giovamento, ancora oggi sono tra le prime allagate in eventi meteo particolarmente intensi.
«Le nostre proposte - aggiungono i consiglieri - sono le seguenti: cancellazione dell’Imu sugli impianti idrovori e restituzione al Consorzio Pianura di Ferrara del maltolto da parte dei Comune beneficiari. La somma carpita nel tempo sarà notevole, in modo che il Consorzio potrà effettuare importanti lavori di ristrutturazione alle strutture di scolo. In alternativa, i masesi chiedono al Consorzio di Bonifica di rivedere i “Piani di classifica” e di attribuire i costi derivati dall’esborso per l’Imu, ai soli Comuni che hanno goduto e godono delle storiche bonifiche, revisione che sarebbe veramente semplice, sia utilizzando le carte altimetriche e storiche che le relazioni ingegneristiche in allegato ai progetti storici delle bonifiche. Saremo disponibili - concludono i consiglieri - a tavoli tecnici seri con discussioni serie sull’argomento, ma non siamo disposti ad arretrare nemmeno di un centimetro».
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