Per l’aumento di capitale in 2.500 a chiedere i danni
Al crac Carife tutti alla fine citano Bper: risarcisca le colpe della Cassa
Fanno la fila, al microfono dell’aula del tribunale, che in realtà è l’aula magna e sala dancing del Centro sociale Quadrifoglio di Pontelagoscuro. Uno dopo l’altro 43 avvocati si passano il microfono per chiedere ai giudici di inserire negli elenchi dei danneggiati, come parte civile, gli azionisti, gli obbligazionisti, i risparmiatori che credevano in Carife e che invece... Invece oggi debbono fare i conti con una banca, la vecchia Cassa di risparmio di Ferrara, che ha fatto crac e soprattutto con i loro risparmi bruciati prima, durante e dopo l’operazione dell’aumento di capitale, una raccolta di soldi, tanti soldi, 150 milioni, raschiati dal barile della intera provincia di Ferrara e che permise a vecchia Carife di non essere commissariata nel 201: fu un’operazione per riempire le casse vuote della Cassa, che non servì, poiché ritardò di appena due anni, lo stop di Banca Italia. Ieri alla prima udienza del processo per il crac Carife, aumento di capitale, in oltre 5 ore si è assistito alla carica dei 2.500 ex risparmiatori Carife, che uno dopo l’altro (tramite i loro legali) hanno chiesto di poter essere parte attiva per chiedere i danni ai 12 imputati accusati, appunto, del crac e di aver fatto carte false per vendere loro le azioni.
Parole dentro e fuori dall’aula
In aula, unico dei 12 imputati, presente solo Sergio Lenzi che non parla e spiega che «i giudici lo dovranno fare». Fuori dall’aula, parlano invece gli “azzerati”, i risparmiatori che protestano e sperano con molto pessimismo: nel processo che si apre e che durerà per mesi, sicuramente fino alla primavera prossima non credono tanto. Una per tutti, Milena Zaggia, molto risoluta: «Non ci sarà giustizia per questo chiediamo sia la politica a risolvere questa vicenda». Lo chiede a nome di tutti per ottenere i risarcimenti tanto annunciati, ma bloccati, di fatto dall’assenza di decreti attuativi della legge ad hoc, tra vecchio e nuovo governo. La politica fa da sfondo a questo processo, ma dentro in aula si deve parlare di diritto bancario, reati penali, fallimentari. Ma anche su questo uno dei rappresentanti degli Azzerati, Luigi Ciannilli ha idee chiare: «La risposta che ci daranno i magistrati riguarda i vertici di Carife, Banca Italia e Consob non sono stati toccati da nessuno». E dire che Banca Italia e Consob si materializzano al processo, come parte civile, chiedono i danni ai 12 imputati attraverso i loro legali, Stefania Ceci e Gianfranco Carta. Lo fanno perché, come sostenuto dalla tesi d’accusa verso i 12 imputati, l’aumento di capitale venne deciso ingannando, di fatto, i vertici di Banca Italia e Consob (reato di ostacolo alla vigilanza).
Anche per Bper le richieste
Dentro e fuori, dunque, le parole hanno valori diversi, tra la politica e la giustizia. Dentro l’aula gli avvocati, fanno la fila per costituirsi parte civile ma tutti insieme concordano su chi chiedere i danni: nel processo dopo l’udienza preliminare erano stati accolti come responsabili civili CariCesena, Valsabbina e Deloitte (due banche esterne che fecero lo scambio azioni e la società di revisione). Ora come già chiesto in passato, tutti tornano alla carica e chiedono che banca BPer venga coinvolta, diventi parte attiva del processo, soggetto a cui chiedere i danni. Perché? Perché dal punto di vista giuridico, BPer ha raccolto onori (il patrimonio di vecchia Carife pagando un euro) ma anche oneri (gli strascichi giudiziari). Ecco allora i legali- uno tra i tanti, Antonio Frascerra - elencare sentenze che hanno già tracciato il solco, creato precedenti (Ubi, Unicredit e Bper nei tribunali di Milano, Roma e Ferrara) per chiedere la chiamata di responsabilità civile per Bper.
Solco tracciato dalla sentenze
Bper che in casa di condanna degli ex dirigenti Carife, paghi per conto loro, perché di fatto, indirettamente, ex dipendenti della banca che acquisita da BPer. Il processo al crac Carife aumento di capitale (ricordiamo che c’è una altra inchiesta aperta per il “vero” crac Carife, tra il 2007 e il 2013) sta diventando sempre più un maxiprocesso, di carta (le costituzioni di parte civile, in migliaia e migliaia di pagine), laboratorio giudiziario e soprattutto un gigante visti i numeri: 12 imputati, 120 testimoni, 2.500 parti civili. Le previsioni di durata del processo? Per tutta questa estate ( udienze 25 giugno, 9, 16 e 23 luglio ) si debbono esaurire le questioni preliminari: quindi soltanto da settembre il processo potrà entrare nel vivo, merito con la sfilata dei testimoni e poi gli interrogatori degli imputati. La prima previsione indicava entro Natale la conclusione, ma la carta aumenta, i tempi si allungano.
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