La Nuova Ferrara

Ferrara

per il piano anti-degrado 

La giunta: ora via al tavolo per l’area Grattacielo-stazione

La giunta: ora via al tavolo per l’area Grattacielo-stazione

Il progetto di rigenerazione urbana dell’area della stazione ferroviaria, che include anche il Grattacielo, via del Lavoro e lo Scalo merci ferroviario, sta per compiere il primo passo concreto verso...

2 MINUTI DI LETTURA





Il progetto di rigenerazione urbana dell’area della stazione ferroviaria, che include anche il Grattacielo, via del Lavoro e lo Scalo merci ferroviario, sta per compiere il primo passo concreto verso l’adozione di un piano condiviso. La giunta comunale ha dato ieri mandato al sindaco di comunicare a Provincia e Regione l’avvio delle procedure di Accordo di programma.

Un percorso iniziato nel 2013 con la redazione del Piano di Recupero dell'area (intrapreso su mandato del consiglio comunale) inserita in un settore della città caratterizzato «da 5 comparti fortemente identificabili e diversi per caratteristiche e proprietà», scrive la giunta. La zona, in passato parte dell’ex circoscrizione Giardino-Arianuova-Doro, oggi è indicata come il cuore del quartiere Gad, conosciuto per le criticità legate alla sicurezza e al degrado urbano, in un quadro d’insieme, precisa la giunta, «che necessita di un forte impegno a trovare strategie e protagonisti validi, e ad individuare strumenti innovativi nell'ottica della rigenerazione urbana». Il Masterplan approvato nel 2015 definisce la soluzione complessiva di questa parte di territorio, individuando i soggetti interessati, gli strumenti e le azioni necessarie allo sviluppo di un Piano di Recupero di iniziativa pubblica comprendente tutti i comparti sopra descritti. Tra le zone interessate, quella più delicata dal punto di vista sociale e urbanistico (e anche politico) riguarda il complesso del Grattacielo per il quale, in un progetto risalente al 2015, era prevista anche la demolizione.

Al momento è in corso la procedura di messa in sicurezza: il progetto è stato approvato dai vigili del fuoco nei giorni scorsi, l’assemblea che potrebbe dar via ai lavori è prevista a breve. Se l’operazione non andrà in porto (la messa a norma è obbligatoria) potrebbe passare in primo piano lo scenario dello sgombero e della demolizione.

Altro intervento straordinario è ipotizzato nel comparto a ridosso della stazione ferroviaria: nel perimetro ricadono aree di proprietà delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (F.S. Sistemi Urbani srl, R.F.I. ed F.S. Italiane) che comprendono la stazione, la piazza antistante, lo scalo merci, via del Lavoro e tutta l'area prospiciente via San Giacomo fino alle sponde del Po di Volano a sud. L’area si contraddistingue come "porta" di accesso alla città, aggiunge la giunta, dove «si rendono opportuni interventi di riassetto e rigenerazione urbana in una prospettiva di sviluppo e di integrazione funzionale». Allo studio sono diverse alternative: in passato era stata descritta anche quella dello spostamento della stazione ferroviaria.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google