Navarra perde la causa Dovrà risarcire il Comune
Poggio Renatico, l’amministrazione che lo aveva querelato vince il processo Il portavoce del Comitato per la riduzione dei rifiuti dovrà pagare seimila euro
POGGIO RENATICO. Vittorio Navarra, portavoce del Comitato spontaneo per la riduzione dei rifiuti, aveva rifiutato la conciliazione la Camera di Commercio di Ferrara, poi non aveva aderito alla successiva e più blanda proposta conciliativa formulata dal comune davanti al giudice civile e alla fine ha perso la causa.
Ora dovrà pagare, in totale, quasi diecimila euro. Ad informare la comunità di tutto ciò è stato ieri sera il sindaco di Poggio Renatico, Daniele Garuti, che in apertura di consiglio comunale, ha spiegato come era finita la querelle relativa alla questione della raccolta rifiuti che aveva coinvolto il Comitato e l’amministrazione comunale. Lo scorso sei giugno, infatti, si è tenuta l’ultima udienza davanti al giudice del tribunale civile; udienza che ha dichiarato Vittorio Navarra colpevole e che lo ha condannato ad un risarcimento verso il Comune di 6.000 euro ed al pagamento delle spese processuali sostenute dal Comune quantificate in 3.345 euro. La sentenza ha confermato il principio, sostenuto dall’amministrazione comunale, in base al quale il sacrosanto diritto di critica non può sfociare in dichiarazioni lesive alla dignità ed il prestigio di persone e particolarmente quando svolgono un incarico pubblico in veste istituzionale. Tutto è nato durante le assemblee pubbliche indette dal comitato spontaneo per la riduzione dei costi dei rifiuti, presieduto da Stefania Farinelli, in cui i toni erano molto accesi come anche le frasi sui social e nel dibattito scaturito sugli organi di informazione.
Ritenendo che alcune frasi fossero infamanti e lesive della dignità del sindaco, Daniele Garuti, il Comune ha sporto querela e il giudice civile gli ha dato ragione. Vittorino Navarra, e lo stesso comitato spontaneo, hanno sempre sostenuto che non hanno mai voluto offendere la dignità del sindaco, sia come persona che per carica istituzionale, e che si sono sempre espressi in modo folcloristico ma mai in modo offensivo.
Su questa tesi era stata promossa anche una raccolta di firme per cercare, alla fine senza esito, di convincere Comune e sindaco a ritirare la denuncia. Soddisfatti sindaco e giunta nel ricordare che la sentenza riafferma la salvaguardia della dignità delle funzioni e chi si avvale dei social network e dei mass media, per debordare in dichiarazioni infamanti, lesive all’onore e al prestigio delle istituzioni, è stato chiamato ad assumersi le proprie responsabilità civili ed economiche.
Giuliano Barbieri
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