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Sicurezza e burocrazia incubi degli imprenditori

di Marcello Pulidori
Sicurezza e burocrazia incubi degli imprenditori

Giudizi impietosi dalla ricerca svolta su trecento imprese del Comune di Ferrara Anche i rifiuti nel mirino: per il 60% degli artigiani il nuovo piano peggiora le cose

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Il nuovo piano per la raccolta differenziata dei rifiuti? Ha creato una grande confusione. La sicurezza? Migliorabile. E la burocrazia, eterno dilemma? Il primo dei mali. La Cna (l’associazione che raggruppa le imprese artigiane) non fa sconti a nessuno dei suoi interlocutori, si chiamino essi Hera, forze dell’ordine o enti pubblici. È il quadro, a tinte piuttosto fosche, che emerge dal sondaggio condotto dalla stessa Cna su 300 imprese associate e che hanno la loro sede nel territorio di Ferrara. Giudizi a tratti impietosi che Riccardo Cavicchi, presidente dell’Area Cna di Ferrara (alla presenza di Diego Benatti, direttore della Cna) definisce “interessanti”, ma che inevitabilmente saranno destinati a fare discutere suscitando la reazione del centro-sinistra estense.

Rifiuti. Primo tema, la gestione dei rifiuti e, in particolare, gli ultimi 8 mesi. Stando al sondaggio Cna, per il 60% degli imprenditori le novità introdotte hanno peggiorato il sistema. Cavicchi apre le “ostilità”: «Quello che ci hanno segnalato i nostri imprenditori - spiega il dirigente della Cna - è molto chiaro: la nuova modalità di raccolta differenziata ha creato molta confusione nell’ambito di un settore che era già pieno di dubbi ed incertezze. I titolari di impresa interrogati hanno mostrato - prosegue Cavicchi - di non essere sicuri che la cosiddetta tariffa puntuale (vale a dire, “pago per quanto rifiuto indifferenziato produco”, ndr) diventi in effetti tale, possibilmente senza aumenti di costo. Vogliamo considerare questi 8 mesi una sperimentazione. E se si vuole la tariffa puntuale, servono veri incentivi economici», invoca Cavicchi, con questo facendo capire che Cna spera che la situazione cambi. Hera, gestore del servizio, è avvisata. I problemi maggiori sembrano essere quelli legati alle attività di ristorazione. Con la conseguenza, rincara Cavicchi, «che in centro storico si notano molti più sacchetti del pattume abbandonati».

Sicurezza. Cambia il tema, non i contenuti. Critico, difatti, l’atteggiamento/parere degli imprenditori ferraresi anche sul fronte sicurezza. L’80% di loro chiede più controlli da parte delle forze dell’ordine, pur riconoscendo «un grandissimo sforzo di queste nell’arginare la criminalità». Oltre al potenziamento della rete di telecamere di sorveglianza, c’è anche chi invoca una maggior certezza della pena, avvicinandosi ad un terreno che aprirebbe forse scenari qui non affrontabili compiutamente. «Certo è - sono convinti Cavicchi e Benatti - che il senso di frustrazione tra gli imprenditori è chiaramente percettibile».

Burocrazia. Terzo, ed ultimo, il tema della burocrazia. Benatti e Cavicchi la mettono giù pari pari: «È il primo problema per le imprese». Anche in questo settore, per la verità, si evidenziano disagi e lentezze atavici. Tra i punti neri i titolari di attività mettono ai primi due posti «la lentezza nelle procedure di avvio d’impresa e le troppe norme in materia ambientale. Quando la burocrazia supera il buonsenso - dice Cavicchi - , il dialogo con le imprese finisce». Due, al contrario, i “marchi” che ricevono soltanto elogi per la rapidità delle risposte (burocratiche e non) che riescono a fornire agli imprenditori: Camera di commercio e vigili del fuoco. Perché? Risposta finale al presidente Benatti: «Perché la Camera di commercio dialoga con le imprese, le coinvolge e le segue molto bene. Per quanto riguarda i vigili del fuoco, il consenso espresso dagli imprenditori è dettato dai tempi fisiologicamente rapidi che caratterizzano l’attività, non solo di intervento contro gli incendi, ma anche di gestioni di pratiche amministrative da parte dei vigili del fuoco».

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