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Tre nuovi pozzi a Ro contro l’emergenza idrica

Tre nuovi pozzi a Ro contro l’emergenza idrica

Contributo della Protezione civile al Cadf dopo i problemi di siccità del 2017 «In questo modo non ci saranno difficoltà nell’approvvigionamento d’acqua»

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RO. Se in questi giorni le piogge non sono mancate, nell’estate dello scorso anno le carenze di precipitazioni avevano messo in crisi gli approvvigionamenti idrici in regione e, in particolare, nel Ferrarese,

Per questo motivo la Protezione civile ha finanziato un programma di interventi anche nel territorio, per migliorare la capacità degli impianti delle aziende pubbliche. Notizia che fa piacere al Cadf (Consorzio acque del Delta Ferrarese), che serve tredici Comuni del Medio e Basso Ferrarese, e da cui arriva la conferma - fra l’altro - che in base a recenti analisi, non si registra alcuna radioattività nella nostra acqua. E rientra nel programma per potenziare le capacità degli impianti anche un importante intervento nella centrale di potabilizzazione di Ro. «Per riperforare tre pozzi, per la quale - spiegano i vertici del Cadf -, la Protezione civile ha concesso un contributo di 300mila euro».

Cadf mai ha avuto particolari problemi, anche nei periodi più siccitosi, perché può contare su un sistema di approvvigionamento idrico molto articolato, che in parte preleva acqua direttamente dal Po a Serravalle, ed in parte la preleva dal sottosuolo, appunto a Ro. Serravale può temere le magre del fiume e la risalita del cuneo salino dalla foce, i pozzi di Ro, invece, i depauperamenti di falda che in parte anch’essi dipendono dalla siccità e dal livello del Po, ma in modo indiretto e non immediato.

«In questo modo - dicono ancora dal Cadf -, molto difficilmente si potranno creare le condizioni che mettano in crisi tutte e due i tipi di approvvigionamento; ma l’anno scorso l’impegno è stato notevole».

Il campo pozzi di Ro si compone di un gruppo di nove pozzi all’interno del perimetro della centrale e si estende poi esternamente in altre due aree distinte, una di undici pozzi subgolenale, all’esterno dell’argine maestro del Po vicino al ponte, l’altra di dieci pozzi all’interno della golena, fra la chiesa di Guarda e le prime abitazioni di Alberone, per un totale quindi di 30 pozzi.

E mentre il Cadf in questi anni ha già fatto interventi per il rifacimento di sei pozzi (nel 2018 ne sono previsti altri due, e mediamente ogni pozzo costa 100mila euro), col contributo concesso, «su nostra proposta - conclude l’azienda - e con lo stimolo delle problematiche che la siccità dello scorso anno ha evidenziato, la Protezione civile ha inteso accelerare questo processo di efficientamento impiantistico».

Franco Corli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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