Ricordare i Caduti delle guerre
Restaurati i monumenti grazie al contributo della vedova Malavasi
BONDENO. L’ultimo dono dell’Associazione nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in guerra sarà destinato alla riqualificazione dei tanti monumenti ai Caduti del territorio comunale. Sarà questa la destinazione condivisa del contributo della vedova di Luciano Malavasi, per anni attivissimo protagonista delle celebrazioni svolte sul territorio, che servirà a riqualificare il patrimonio storico della città. «L’associazione che per tanti anni ha visto in Luciano Malavasi un punto di riferimento ha da sempre contribuito alla crescita dei nostri giovani, collaborando con le scuole e il Comune, nelle commemorazioni organizzate sul territorio – precisa il sindaco Fabio Bergamini –. Il progetto di riqualificazione dei monumenti fa parte di un progetto per la valorizzazione di una memoria collettiva, che deve essere difesa di fronte alla scomparsa dei testimoni delle guerre del Novecento».
Non a caso, accanto al restauro dei monumenti ai Caduti, si sta preparando un progetto per “salvare la memoria” e le narrazioni dei testimoni del Secondo conflitto mondiale. Le quali verranno raccolte in un volume allo studio del Comune. Lo scorso 14 novembre se ne è andato anche Luciano Malavasi, che era rimasto orfano a causa degli eventi bellici e che ha speso la sua vita per l’Associazione nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in guerra, allo scopo di diffondere quella stessa memoria legata a fatti tragici.
Maria Elisa Frazzoli, vedova di Luciano Malavasi, ha deciso di onorare la memoria del marito con un ultimo dono. «La scelta è stata quella di erogare un contributo che potesse essere utile alla causa ed alla mission dell’Associazione – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti, che ha seguito l’iter –. Ci è sembrato giusto optare per il restauro dei numerosi monumenti ai Caduti – disseminati su viale Pironi, via Veneto e anche piazza Garibaldi sulla facciata del municipio – per un progetto che rendesse omaggio alle persone che hanno sacrificato la loro vita per la nostra libertà».
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