La Nuova Ferrara

Ferrara

«Soddisfatti, ora almeno si vede una luce»

«Soddisfatti, ora almeno si vede una luce»

«Abbiamo appreso dai giornali della riapertura dell’indagine, non abbiamo ricevuto ancora informazioni, ma non possiamo che essere soddisfatti, noi legali e ovviamente la famiglia». A parlare è Luca...

2 MINUTI DI LETTURA





«Abbiamo appreso dai giornali della riapertura dell’indagine, non abbiamo ricevuto ancora informazioni, ma non possiamo che essere soddisfatti, noi legali e ovviamente la famiglia». A parlare è Luca Canella, l’avvocato che insieme al collega Paolo Cristofori e ad un investigatore privato hanno raccolto materiale per far sì che si potesse fare luce sulla morte di Pier Paolo Minguzzi (nella foto), giovane carabiniere trovato morto in località Ca’ Rossa di Codigoro l’1 maggio del 1987.

«Abbiamo depositato alla Procura di Ravenna un esposto e un’integrazione e poi, per una scelta concordata con la famiglia, abbiamo deciso di lasciarli lavorare. Scelta che si è rivelata giusta - dicono -, perché il caso è stato riaperto. La reazione dei famigliari? Com’era immaginabile sono soddisfatti, così come lo siamo noi, d’altronde. La sorella Anna Maria, il fratelli Giancarlo e la madre Rosanna sono sempre stati uniti e decisi nel cercare di vedere una luce in questa vicenda. D’altronde, già in passato fu fatto un tentativo di riaprire il caso, ma non se ne fece nulla. Stavolta il nostro lavoro ha dato buoni frutti, abbiamo da subito puntato l’attenzione sul fascicolo che abbiamo riesumato in Procura, poi abbiamo effettuato un ampio lavoro di indagine, da cui evidentemente sono stati trovati elementi per far sì che il caso venisse riaperto. Ma, lo voglio ripetere, se la famiglia non era compatta al nostro fianco non ci saremmo riusciti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google