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La verità sull’omicidio dalla perizia psichiatrica

di Daniele Predieri
La verità sull’omicidio dalla perizia psichiatrica

Eder Guidarelli sarà sottoposto ad esami medici per la morte di Marcello Cenci La decisione del giudice: troppo contrasto tra consulenze di accusa e difesa

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Un anno fa, il 2 luglio 2017, ha ucciso l’amico Marcello Cenci inseguendolo a Valencia con i fantasmi nella sua testa che lo hanno portato a strangolarlo nell’androne di casa dove Marcello era andato ad abitare per sfuggirgli. Un anno dopo, e solo ieri, però Eder Guidarelli, l’assassino di Marcello, «reo confesso», appare per la prima volta negli uffici giudiziari cittadini, si presenta agli stessi genitori di Marcello, Mario Cenci e Roberta Previati: arriva poco prima delle 3 del pomeriggio, Guidarelli, scortato dalla polizia penitenziaria e si infila nell’aula dell’udienza preliminare dove resterà un’ora. Per fare i conti con la giustizia, con l’accusa di omicidio volontario aggravato, ma soprattutto con gli sguardi dei genitori di Marcello, padre e madre, che entrano in aula, con una dignità che non ha eguali: anche loro per la prima volta dopo la morte del figlio Marcello, possono vedere in faccia chi gli ha tolto la vita, chi ha cancellato tutto e li ha ficcati in un tunnel giudiziario che dura da 1 anno, tra ostacoli e burocrazia giudiziaria. Hanno speso tantissime parole in questo anno per raccontare, con lettere aperte alla città, cosa significhi fare i conti con il vuoto di un figlio ucciso, e in questo modo.

Non parlano dopo l’udienza, non vogliono e non possono farlo. Così’ come gli avvocati di difesa (Gallerani e Forlani) e parte civile (Bordonaro) per la famiglia Cenci. I legali, insieme, si limitano a spiegare cosa è accaduto in aula, per un’ora, nell’udienza non aperta al pubblico. Il giudice ha preso atto e ha rilevato il «contrasto tra i documenti di accusa e difesa», in merito alle valutazioni psichiatriche di Eder Guidarelli. La consulenza della procura (eseguita nei mesi scorsi dal dottor Luciano Finotti) indicò che non vi è nessuna attenuante o giustificazione o spiegazione psichiatrica, perchè Eder mentre uccideva era assolutamente capace di intendere e volere. Mentre la difesa ha prodotto al giudice documentazione medico psichiatrica su Guidarelli, già agli atti in questi mesi, sulle sue difficoltà e condizioni mentali, da curare. Da qui il contrasto tra accusa e difesa per cui il giudice Carlo Negri ha ritenuto necessario ordinare una perizia superpartes, con un proprio perito: perizia che stabilirà la verità sull’omicidio di Marcello, indicando se Guidarelli potrà essere processato o meno. A seconda delle risposte che il perito darà, Eder potrebbe essere condannato anche all’ergastolo o il processo potrebbe non celebrarsi se venisse riconosciuta l’incapacità di intendere e volere. Tesi che la stessa famiglia attraverso i legali ha sempre criticato: come è possibile che una persona programmi un omicidio nei minimi particolari e percorra 1500 km da Ferrara a Valencia, per uccidere l’amico con cui è cresciuto e ha vissuto a Pontelagoscuro se è incapace di intendere e volere? La risposta al perito del giudici che dovrà dire se i fantasmi ci sono nella testa di Eder, se ono attenuanti o anche aggravanti.

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