La verità sull’omicidio dalla perizia psichiatrica
Eder Guidarelli sarà sottoposto ad esami medici per la morte di Marcello Cenci La decisione del giudice: troppo contrasto tra consulenze di accusa e difesa
Un anno fa, il 2 luglio 2017, ha ucciso l’amico Marcello Cenci inseguendolo a Valencia con i fantasmi nella sua testa che lo hanno portato a strangolarlo nell’androne di casa dove Marcello era andato ad abitare per sfuggirgli. Un anno dopo, e solo ieri, però Eder Guidarelli, l’assassino di Marcello, «reo confesso», appare per la prima volta negli uffici giudiziari cittadini, si presenta agli stessi genitori di Marcello, Mario Cenci e Roberta Previati: arriva poco prima delle 3 del pomeriggio, Guidarelli, scortato dalla polizia penitenziaria e si infila nell’aula dell’udienza preliminare dove resterà un’ora. Per fare i conti con la giustizia, con l’accusa di omicidio volontario aggravato, ma soprattutto con gli sguardi dei genitori di Marcello, padre e madre, che entrano in aula, con una dignità che non ha eguali: anche loro per la prima volta dopo la morte del figlio Marcello, possono vedere in faccia chi gli ha tolto la vita, chi ha cancellato tutto e li ha ficcati in un tunnel giudiziario che dura da 1 anno, tra ostacoli e burocrazia giudiziaria. Hanno speso tantissime parole in questo anno per raccontare, con lettere aperte alla città, cosa significhi fare i conti con il vuoto di un figlio ucciso, e in questo modo.
Non parlano dopo l’udienza, non vogliono e non possono farlo. Così’ come gli avvocati di difesa (Gallerani e Forlani) e parte civile (Bordonaro) per la famiglia Cenci. I legali, insieme, si limitano a spiegare cosa è accaduto in aula, per un’ora, nell’udienza non aperta al pubblico. Il giudice ha preso atto e ha rilevato il «contrasto tra i documenti di accusa e difesa», in merito alle valutazioni psichiatriche di Eder Guidarelli. La consulenza della procura (eseguita nei mesi scorsi dal dottor Luciano Finotti) indicò che non vi è nessuna attenuante o giustificazione o spiegazione psichiatrica, perchè Eder mentre uccideva era assolutamente capace di intendere e volere. Mentre la difesa ha prodotto al giudice documentazione medico psichiatrica su Guidarelli, già agli atti in questi mesi, sulle sue difficoltà e condizioni mentali, da curare. Da qui il contrasto tra accusa e difesa per cui il giudice Carlo Negri ha ritenuto necessario ordinare una perizia superpartes, con un proprio perito: perizia che stabilirà la verità sull’omicidio di Marcello, indicando se Guidarelli potrà essere processato o meno. A seconda delle risposte che il perito darà, Eder potrebbe essere condannato anche all’ergastolo o il processo potrebbe non celebrarsi se venisse riconosciuta l’incapacità di intendere e volere. Tesi che la stessa famiglia attraverso i legali ha sempre criticato: come è possibile che una persona programmi un omicidio nei minimi particolari e percorra 1500 km da Ferrara a Valencia, per uccidere l’amico con cui è cresciuto e ha vissuto a Pontelagoscuro se è incapace di intendere e volere? La risposta al perito del giudici che dovrà dire se i fantasmi ci sono nella testa di Eder, se ono attenuanti o anche aggravanti.
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