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Rapinò tabaccheria e poi una farmacia È stato identificato

Rapinò tabaccheria e poi una farmacia È stato identificato

Armato aveva prima colpito a Voghiera e poi a San Biagio Individuato grazie al velox e poi riconosciuto per volto e abiti 

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SAN BIAGIO. Ora non ci sono più dubbi: il rapinatore della tabaccheria di Voghiera e della farmacia di San Biagio è stato identificato. Le prove circostanziate raccolte dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Portomaggiore hanno confermato che l’automobilista transitato il 28 aprile sotto l’autovelox del Celletta con una Fiat 500 nuova blu, è l’autore dei due rapine. I successivi riscontri raccolti come tasselli di un puzzle criminale, hanno fatto sì che il Pm Andrea Maggioni della Procura di Ferrara li tramutasse in richiesta al gip Danilo Russo del Tribunale di Ferrara, in una misura cautelare in carcere. Mercoledì pomeriggio, gli stessi carabinieri portuensi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere arrestando V.E.E., 32enne romano poiché ritenuto l’autore delle due rapine avvenute il 28 aprile ai danni della tabaccheria Piva di Voghiera e della farmacia Trevisani di San Biagio di Argenta.

Quella mattina del 28 aprile, V.E.E, a volto scoperto, era entrato alle 06.30 nella tabaccheria di Voghiera facendosi consegnare dei contanti. Subito dopo (ore 8.30 circa), era davanti alla farmacia di San Biagio e anche lì, brandendo un lungo coltello da cucina e minacciando violentemente il cassiere - poi rinchiuso con la collega in uno sgabuzzino -, ha rapinato altro denaro per un totale di 1.400 euro. Il rapinatore, però, non ha tenuto conto dell’autovelox della Celletta che ha immortalato la Fiat 500 nuova blu, che stava viaggiando ai 62 Km/h. La fattiva collaborazione tra la polizia locale dell’Unione e i militari hanno generato le successive indagini che hanno portato all’arresto dell’uomo che tra l’altro era già in carcere a Rimini per altri episodi. Gli elementi che comunque hanno fatto scattare l’arresto, sono giunti dall’incessante lavoro svolto nelle ultime settimane, consistente soprattutto nella raccolta delle testimonianze e nelle indagini tecniche svolte sulla scena del crimine. In particolare, è stata posta l’attenzione su alcune costanti che ricorrevano tra i due eventi tra cui un’auto (Fiat 500 nuova blu) utilizzata dal rapinatore seriale per allontanarsi dai luoghi delle rapine ma soprattutto, gli approfondimenti investigativi hanno portato al sequestro degli abiti utilizzati dall’uomo per le rapine che coincidono esattamente con quelli descritti dalle vittime e riprodotti nei vari filmati delle videocamere.(g.c.)

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