La Nuova Ferrara

Ferrara

Forze armate “allenate” anche per i cyberattacchi

Forze armate “allenate” anche per i cyberattacchi

Il ministro della Difesa alla base di Poggio Renatico per l’esercitazione interforze Trenta: in futuro sarà importante coinvolgere anche organizzazioni civili

2 MINUTI DI LETTURA





POGGIO RENATICO. «Mi piacerebbe, in futuro, spingere sempre più, per coinvolgere, in queste esercitazioni militar , anche le realtà civili». Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ieri a Poggio Renatico ha rilanciato sullo scambio continuo tra realtà militare e civile. E nello stesso tempo ha risposto con un secco «No» alla domanda se siano previsti cambiamenti nell’attività di difesa, da parte della Marina Militare, delle coste italiane in relazione all’arrivo di migranti.

La visita del ministro alla base dell’Aeronautica del Comando Operazione Aeree, comandata dal generale Antonio Conserva, si è svolta in occasione della conclusione dell’esercitazione “Joint Stars 18” attività addestrativa interforze di maggior rilevanza nazionale, pianificata, organizzata e gestita direttamente dallo Stato Maggiore della Difesa. Vi hanno partecipato 480 unità di Aeronautica, Esercito e Marina, con il supporto dei carabinieri. Tutto si è svolto in uno scenario virtuale, simulando di dover bloccare lo sbarco di forze di invasione che avevano anche il sostegno sul territorio di terroristi già infiltrati . Per la prima volta in questa esercitazione è stato coinvolto il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) per condurre e pianificare attività operative in ambienti caratterizzati dalla minaccia Cyber e Chimico Biologico Radioattivo Nucleare (Cbrn).

A conferma della complessità e dell’importanza dell’esercitazione era presente anche il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, accompagnato dai capi di Stato Maggiore di Aeronautica (generale Enzo Vecchiarelli), Esercito (generale Salvatore Farina) e Marina (ammiraglio Valter Girardelli).

«Le esercitazioni – ha spiegato il ministro Trenta – sono sempre utili e importanti perché ci aiutano a scoprire dove dobbiamo migliorare. Per quanto ho potuto osservare ho avuto l’impressione che nel corso dell’esercitazione tutto abbia funzionato al meglio. Quindi spero e auspico che i valutatori non siano troppo cattivi».

La difesa italiana è, attualmente, responsabile della gestione della Nato Response Force. Di conseguenza sono state testate le capacità delle unità militari italiane inserite nella Nato. Vale a dire la forza di intervento rapido dell’Alleanza Atlantica che è la vera e propria “punta di lancia” della struttura di risposta alle crisi internazionali. «Sulla base virtuale dell’esercitazione – ha detto il generale Graziano – abbiamo valutato diversi possibili minacce. Il rischio cibernetico può sempre arrivare in vari modi e forme. Quindi anche in forma di terrorismo». Non è subito individuabile e quindi bisogna essere pronti e preparati».

Giuliano Barbieri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google