Il dolore del sindaco: «Un vuoto incolmabile»
Commozione in città e un minuto di raccoglimento ieri sera prima dell’Aida Sgomento del parroco di Penzale. Gli amici: una tragedia per tutti noi
CENTO. Anche l’Aida ieri sera si è fermata per un minuto di raccoglimento per Davide Maran.
In città è grande il cordoglio che si è generato alla notizia che il corpo ritrovato martedì scorso nel fiume Ljubljanica a Lubiana, capitale della Slovenia, è proprio quello del giovane centese scomparso.
A nome dell’amministrazione municipale e di tutta la comunità, il sindaco Fabrizio Toselli ha portato la testimonianza di cordoglio dei centesi colpiti da quanto accaduto, dopo aver sperato in una fine diversa: «Abbiamo tutti sperato fino all’ultimo istante di poter riavere Davide a casa – ha detto ieri il sindaco – qui, di riaverlo tra di noi. Purtroppo il corpo ritrovato è quello del nostro concittadino».
«Non ci sono parole – ha proseguito il primo cittadino di Cento – per esprimere il profondo dolore per questa giovane esistenza perduta, per la morte tanto prematura di un ragazzo promettente, amato e benvoluto».
Una città, rimasta per mesi con il fiato sospeso, e che oggi si stringe al dolore della famiglia che «da marzo – prosegue il sindaco Toselli – ha vissuto il terribile dramma della scomparsa e della angosciosa attesa, terminata purtroppo nel peggiore dei modi».
Non solo il Comune di Cento, attraverso il sindaco Toselli, ribadisce «la vicinanza alla famiglia Maran. Intorno a loro l’intera comunità si stringe in un affettuoso abbraccio».
La drammatica notizia ieri si è diffusa velocemente a Cento ed è arrivata anche nella parrocchia di Penzale, nel quartiere dove Davide era cresciuto e dove la famiglia Maran abita tuttora.
«Da marzo – dice commosso il parroco di Penzale, don Remo Rossi – la famiglia è stata impegnata nelle ricerche di Davide. I genitori sono sempre stati legati alla parrocchia, prima erano in quella di San Biagio, poi si sono trasferiti qui a Penzale. Fino ad oggi, ha prevalso il silenzio. Sempre viva la speranza di ritrovare Davide».
Da marzo – dice ancora il parroco – «tutta la comunità è rimasta con il fiato sospeso, pregando e sperando. Non si sapeva cosa fosse successo al ragazzo. La comunità, e i loro tanti amici, si sono stretti attorno alla famiglia Maran».
Ma ieri, alla notizia dell’accertamento della morte del ragazzo, l’abbraccio da parte della comunità si fa sempre più stretto: «Una notizia triste, che tocca tutti noi. Assieme a tutta la comunità cristiana e parrocchiale, in tanti a Penzale conosciamo bene Giovanni, il papà, e la mamma di Davide, ci stringiamo a loro con infinito cordoglio. Per loro, ci sarà sempre una parola di conforto e un gesto di vicinanza».
E anche gli amici più stretti e più cari di Davide ieri hanno faticato a trovare le parole per commentare un fatto così distruttivo.
«Era una bravissima persona – ci dice al telefono uno di questi amici, che chiede alla fine di rimanere anonimo, in rispetto alla famiglia –, posso soltanto dire che è davvero un dolore grandissimo per tutti noi».
Gli stessi amici, molti di loro, che nei giorni successivi alla scomparsa di Davide Maran erano addirittura partiti per Lubiana dove aveva tappezzato la capitale slovena di manifesti e piccoli cartelli col volto dell’amico che non si trovava.
Tutto purtroppo inutile, perché ieri è arrivata la sentenza più dura da accettare.
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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