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Centro islamico in paese, diffidenza ad Ambrogio

Centro islamico in paese, diffidenza ad Ambrogio

È nato uno spazio ricreativo che non ha finalità esclusivamente religiose Ma sono state già diverse le segnalazioni e le richieste di controlli

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AMBROGIO. Un centro ricreativo di cultura islamica trova sede nel territorio di Ambrogio. Accade in zona Ponte Carina, ben fuori Ambrogio, sulla strada che supera il cimitero e va verso la Gran Linea. Lì, fino a qualche tempo fa era aperto il bar Al Ponte. Ora un’associazione islamica di Jolanda di Savoia ha avuto in comodato d’uso il locale. Ma subito la situazione ha suscitato perplessità tra gli abitanti di Ambrogio, che hanno segnalato movimenti nelle ore serali nell’edificio che ospitava il bar, oltre a far notare come davanti, nel piccolo piazzale, ci fosse in pratica una piccola discarica. In molti, comunque, parlavano di una moschea, visti i convenuti nelle occasioni in cui ci si ritrovava nella località. Da qui il coinvolgimento dei consiglieri comunali di Forza Italia, che hanno chiesto informazioni all’amministrazione copparese. Per arrivare a Ponte Carina bisogna uscire da Ambrogio e proseguire andare per qualche centinaio di metri, tra poche case “segnate” da molti cartelli che le mettono in vendita. L’edificio del vecchio bar ha qualcuno dei serramenti non proprio in condizioni ideali, ma è stato ridipinto. Non ci sono cartelli, anzi, la vecchia insegna è stata coperta. Ma quelle presenze, ad Ambrogio hanno lasciato dubbi, così la vicenda è approdata in consiglio comunale, su sollecitazione di FI. Il vicesindaco e assessore con delega all’associazionismo, Martina Berneschi, ha illustrato con puntualità la situazione.

L’associazione islamica Jolanda di Savoia onlus pochi giorni dopo aver sottoscritto il contratto di uso per l’edificio ha comunicato al Comune di Copparo e ai carabinieri di Ambrogio l’apertura di un centro ricreativo, sul tipo di un centro sociale. L’associazione, infatti, tende ad un discorso di solidarietà, tutela dei diritti, socialità eccetera. Senza, quindi finalità esclusivamente religiose o di preghiera, ma puntando ad un luogo di ritrovo. Comunicati anche i nomi del direttivo, e comunque si tratta di associazione già conosciuta, composta soprattutto da cittadini di origine marocchina.

Al momento l’associazione ha i locali in comodato d’uso, ma si sta trattando l’acquisto. Il passaggio, il via vai e le molte abitazioni chiuse nelle vicinanze hanno portato ad un attento monitoraggio, con ispezioni anche della polizia locale (in particolare a metà giugno, quando si è celebrata la festa della chiusura del Ramadan (con cibo e tanta allegria). L’intenzione è di continuare il monitoraggio, in attesa degli eventuali sviluppi.

Alessandro Bassi

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