La Nuova Ferrara

Ferrara

Gli atti sulla tragedia alla procura di Ferrara

La conferma del decesso del giovane cambia l’inchiesta aperta dopo la scomparsa Gli inquirenti acquisiranno le carte della polizia slovena e i risultati dell’autopsia 

2 MINUTI DI LETTURA





CENTO. E adesso occorrerà chiarire con esattezza le cause della morte di Davide Maran. Per farlo, il compito è affidato, come atto dovuto e formalmente, all’inchiesta che la procura di Ferrara aveva aperto fino dai primi momenti della scomparsa del giovane studente centese: come si ricorda, infatti, la procura cittadina aveva aperto un fascicolo conoscitivo, in seguito alla denuncia di scomparsa presentata dalla famiglia e il caso era stato affidato al pm Barbara Cavallo. Ora il magistrato e i carabinieri di Ferrara e di Cento che hanno seguito il caso, in contatto diretto con la Polizia di Lubiana tramite l’Interpol, potranno acquisire tutti i nuovi elementi e soprattutto i primi risultati medico-legali, il Dna eseguito sul corpo ritrovato, che ha sancito esser quello di Maran e quindi tutti i riscontri dell’autopsia che comunque, da quanto si è appreso da una nota stampa della stessa polizia di Lubiana, non vi sono segni di violenza sul corpo del ragazzo.

Una inchiesta difficile fin dai primi momenti, quella degli inquirenti ferraresi, seguita a distanza: partita dall’acquisizione degli elementi oggettivi, da quel video che mostrava il ragazzo sul lungo fiume e che poco dopo lo ritraeva nella caduta in acqua, tentava di aggrapparsi ad arbusti, e non riuscendosi veniva trascinato dalla corrente. Dopo tre mesi il recupero del corpo, che i primi risultati indicano con certezza essere quello di Davide Maran. L’inchiesta come si ricorda era partita dall’ultima persona, una amica, che lo aveva visto per l’ultima volta nelle prime ore del mattino di domenica 25 marzo, nei pressi dell’hotel in cui alloggiava, sulla strada Poljanski. Dopo la notizia della sua scomparsa, vi furono segnalazioni di Davide nel Bellunese e anche a Trieste che aveva innescato attività da parte dei carabinieri della zona interessata senza portare a nessun risultato. Segnalazioni rivelatesi inattendibili, soprattutto dopo che venne ritrovato un filmato risalente all’alba del 25 marzo, registrato dalle telecamere di sicurezza installate sul lungo fiume di Lubiana: immagini in cui si vedeva il giovane cadere nel fiume.

E da quel momento non vi fu più nessuna notizia su eventuali segnalazioni. Intanto, gli amici, che nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa erano anche andati a Lubiana per distribuire volantini segnaletici, speravano in un epilogo diverso. Dopo quasi tre mesi le speranze si sono scontrare con la realtà oggettive dei risultati medico-legali. Ora si attendono gli ultimi atti e carte da Lubiana, e quindi anche gli inquirenti di Ferrara, formalmente chiuderanno il caso.

Daniele Predieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google